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Presidenza Fico in Regione Campania

Consiglio regionale Campania, i parenti di terzo grado dei consiglieri potranno essere comandati negli staff

Il divieto torna al secondo grado come previsto dalla legge nazionale, dopo che una verifica tecnica ha bocciato la norma interna più severa adottata nel 2021.
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L'ingresso del Consiglio regionale della Campania al Centro Direzionale di Napoli
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Il Consiglio regionale della Campania torna sui propri passi e cancella una delle misure più restrittive adottate negli ultimi anni sugli staff politici, quella sui cosiddetti «comandati», ovvero su quei dipendenti pubblici già in servizio presso un'amministrazione che vengono richiesti per lavorare negli staff dei consiglieri regionali, mantenendo il contratto e lo stipendio base con l'ente di origine.

Con una delibera (numero 20 del 29 aprile 2026), l'Ufficio di Presidenza ha revocato il provvedimento che estendeva fino al terzo grado il divieto di impiegare parenti negli uffici di diretta collaborazione. Quel vincolo, più rigido rispetto alla disciplina nazionale, è stato ritenuto incompatibile con le norme vigenti, che fissano il limite al primo e secondo grado di parentela. In altre parole, la Regione Campania non poteva introdurre regole più severe rispetto a quelle stabilite dallo Stato.

La delibera di cinque anni fa nasceva proprio con l'obiettivo di prevenire situazioni "opache" negli staff politici, allargando il perimetro dei divieti. Una scelta che, almeno sulla carta, puntava a rafforzare le garanzie contro conflitti di interesse e pratiche clientelari. Ma quel surplus di rigore si è rivelato giuridicamente fragile.
Dunque il divieto resta per coniugi e parenti fino al secondo grado (figli, genitori, fratelli, nonni, nipoti diretti). La norma del 2021 vietava anche i parenti di terzo grado (zii, nipoti figli di fratelli, bisnonni, pronipoti) ma con la revoca, quel divieto più ampio è stato cancellato. Non è più vietato in modo automatico indicare comandati che siano parenti di terzo grado, tuttavia non è nemmeno un via libera totale: restano infatti applicabili le regole su conflitto di interessi e correttezza amministrativa.

Nel frattempo il piccolo "esercito" di comandati della nuova legislatura regionale 2025-2030 va componendosi. Per ora sono sedici i dipendenti della Giunta regionale della Campania che saranno spostati presso gli uffici consiliari del Centro Direzionale fino al 31 dicembre 2026; il numero emerge da tre decreti dirigenziali pubblicati da Palazzo Santa Lucia negli ultimi giorni di aprile. Gli atti autorizzano il comando in uscita del personale regionale verso il Consiglio, con decorrenza dalla presa di servizio e durata fino alla fine dell’anno, salvo eventuale proroga. Il primo decreto riguarda undici dipendenti, il secondo tre, il terzo altri due: in tutto, dunque, sedici unità di personale. Ma il numero potrebbe aumentare.

La destinazione indicata negli atti è il Consiglio regionale della Campania, nell’ambito degli uffici di diretta collaborazione e supporto, assistenza ai gruppi consiliari e strutture politiche. Le retribuzioni fisse e gli oneri riflessi restano a carico della Giunta regionale, cioè dell'amministrazione di provenienza. Restano invece a carico del Consiglio regionale il trattamento accessorio e i relativi oneri riflessi. Il tema dei comandati è anche politico: nei giorni scorsi il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi ha ascoltato alcuni capigruppo di formazioni presenti in Aula che hanno espresso necessità di risorse proprio per consentire il corretto funzionamento dei gruppi.

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