La Regione Campania ha deciso di usare l’intelligenza artificiale solo con strumenti che non cedano i dati a terzi

La Regione Campania "abbraccia" gli strumenti di intelligenza artificiale: Palazzo Santa Lucia non resta fuori da ciò che sta cambiando il mondo profondamente e velocemente, ma mette dei paletti. Il primo è inderogabile: gli strumenti di IA usati dall'ente regionale campano non dovranno cedere dati a terzi. Dovranno essere LLM (Large Language Model) ovvero tipi avanzati di intelligenza artificiale addestrati su enormi quantità di dati testuali ma evitando che dati e informazioni vadano "a zonzo" tra un chatbot e l'altro, tra ChatGPT, Claude, Gemini e chi più ne ha, ne metta.
La circostanza emerge a margine di un altro evento, ovvero la presentazione del nuovo portale istituzionale regione.campania.it, nato da una riprogettazione dell'architettura delle informazioni, con design responsive per una navigazione fluida su ogni dispositivo, dai computer agli smartphone e soprattutto strutturato seguendo le linee guida di design dei siti della Pubblica Amministrazione.
L'infrastruttura regionale si fonda su un data center qualificato dall'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. La Regione Campania da tempo ha scelto di tenere i dati in loco, in un datacenter di proprietà pubblica. «Nel futuro la guerra dei dati sarà uno dei punti strategici del mondo che viene e che verrà. Pertanto, avere invece in casa i dati dei nostri cittadini è molto importante. I dati non vanno regalati, come l'acqua e la sanità, sono un bene comune strategico per la vita futura e presente» dice il governatore Roberto Fico. «Il nuovo portale nasce per semplificare l’accesso ai servizi, migliorare la trasparenza e favorire un dialogo diretto con gli utenti» chiosa l'assessore alla Transizione digitale Enzo Maraio.
E tornando sul fronte dell'intelligenza artificiale, è Massimo Bisogno dirigente specializzato in trasformazione digitale che spiega: l'Amministrazione regionale sta già sperimentando gli strumenti IA, ma con cautela: «Evitiamo di utilizzare modelli esterni che comporterebbero la cessione dei dati. L'obiettivo è sviluppare soluzioni interne, in grado di rispondere a esigenze specifiche senza compromettere il patrimonio informativo dell'Ente».