La Regione Campania ha riaperto la consulta sui trasporti pubblici dopo otto anni di silenzio

Dal 2018 i pendolari del trasporto pubblico campano potevano lamentarsi solo sui social, con le associazioni di consumatori, inviando lettere ai giornali o diffide via pec alle società di trasporto. Erano infatti otto anni che, non si sa perché, la Consulta regionale Mobilità non si riuniva. Ieri, il cambio di passo: ha riaperto i battenti l'organismo voluto dalla Giunta regionale della Campania per rilanciare il dialogo permanente tra istituzioni, territori, associazioni, sindacati e utenti sui temi del trasporto pubblico e della mobilità. Ce n'era bisogno a giudicare dalle partecipazioni: amministrazioni locali, sigle sindacali e oltre 120 delegati tra associazioni di categoria e comitati, è stato necessario convocare l'evento all'auditorium della Regione Campania.
Al centro c'era il vicepresidente della giunta Mario Casillo, col governatore Roberto Fico relazionato puntualmente su quanto accaduto: la questione trasporti per il nuovo esecutivo insediatosi a dicembre 2025 è cruciale, per ora si è concentrata – lo ammette proprio Casillo – sui problemi dell'Eav, l'Ente autonomo volturno che gestisce Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea ma è chiaro che i problemi non sono solo su Napoli e sulla sua area metropolitana, ma soprattutto nelle aree interne, nel corso di un decennio sempre più dimenticate dalle politiche dei trasporti.
È stato il primo evento partecipativo della gestione Fico: cittadini in assise e pure streaming web: «Il senso della consulta è confrontarsi proprio a partire da chi vive tutti i giorni il mezzo pubblico – dice Casillo -. Io sono tra quelli che nei miei anni, sia al liceo che all’università, sono stato un grande utilizzatore del mezzo pubblico e da utente tante cose le noti quando usi il servizio; quando sei dall'altra parte della scrivania arrivano notizie filtrate. Non vogliamo filtri, vogliamo parlare direttamente con i cittadini e capire quali sono le problematiche».
Nel corso dell'incontro sono emersi diversi temi che saranno approfonditi attraverso tavoli specifici, tra cui logistica, mobilità ciclistica, trasporto non di linea, accessibilità alle infrastrutture e intermodalità. Il tutto proseguirà attraverso incontri periodici e strumenti digitali dedicati alla raccolta di proposte e segnalazioni, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra Regione e territori e costruire politiche della mobilità sempre più condivise.
Dalla provincia di Salerno, l'associazione pendolari ha segnalato la soppressione del servizio domenicale Sita da circa tredici anni. L’assenza di corse nei giorni festivi riguarda diversi comuni del territorio e impedisce gli spostamenti per lavoro, sanità e attività quotidiane.
Sempre sul fronte ferroviario, è stato segnalato un problema di accesso alla rete Eav della Circumvesuviana, in particolare all’ingresso di via Ferraris a Napoli. Secondo quanto riferito, l’accesso risulta chiuso in entrata nonostante la presenza di tornelli e personale, con conseguenti difficoltà per i pendolari che devono raggiungere i treni, caratterizzati da frequenze elevate tra una corsa e l’altra.
Nel rione Traiano, periferia Ovest di Napoli, denunciata la riduzione di tre corse di trasporto pubblico locale, oltre alla mancanza di ascensori nella stazione della Circumflegrea e a difficoltà nell'acquisto dei titoli di viaggio. Segnalate anche criticità nell’accesso ai bus da parte di persone con disabilità a causa della sosta irregolare di veicoli alle fermate. Nell'area vesuviana, è stato riferito che alcune linee ferroviarie Eav attraversano territori senza effettuare fermate, limitando di fatto l’accesso al servizio per intere comunità.
Tra le organizzazioni sindacali, Orsa Trasporti ha evidenziato un disallineamento tra orari e frequenze dei diversi vettori, con criticità nell’integrazione tra ferro, gomma e trasporto aereo. Segnalata anche una carenza di collegamenti dalle aree interne verso i capoluoghi regionali e problemi nei sistemi informativi, ritenuti non integrati tra le diverse aziende.
Sul piano infrastrutturale e dei costi, è stato richiamato il tema dei parcheggi di interscambio, considerati onerosi rispetto al costo complessivo del trasporto, e quello dell’aumento dei carburanti, con impatti significativi sul trasporto su gomma e, in misura maggiore, su quello marittimo.
Tra i temi trasversali, più interventi hanno riguardato la sicurezza sui mezzi e nelle stazioni e le difficoltà di accesso al servizio da parte delle persone con disabilità, in particolare per l’assenza di infrastrutture adeguate e servizi di assistenza.
Ma non è solo questione di orari, linee e stazioni. C'è un problema enorme che si para davanti nei prossimi mesi: l'aumento del costo del carburante e non riguarda solo il trasporto via bus. «Riguarda il trasporto via mare più ancora che quello su gomma – dice Casillo -. Se sul trasporto su gomma il carburante incide per il 20% del costo, per quanto riguarda il trasporto via mare la percentuale è molto maggiore». Oggi c’è una commissione Stato-Regioni proprio per discutere questo tema.