Chiuso il Cavone a Napoli, blitz con elicottero e cani molecolari: 12 arresti, perquisizioni, 54 indagati
Chiuso il Cavone a Napoli, la centralissima zona di via Francesco Saverio Correra che collega via Salvator Rosa, all'incrocio con via Matteo Renato Imbriani, a piazza Dante. Un blitz della Polizia di Stato è attualmente in corso. Le volanti delle forze dell'ordine hanno bloccato gli accessi alla strada sia a monte che a valle. Sul posto decine di agenti della Polizia di Stato e i carabinieri. Controlli anche con l'elicottero e le unità cinofile e l'uso di cani molecolari. Indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli e dei carabinieri, con 54 indagati.
In corso di notifica 12 misure cautelari in carcere disposte con diverse ordinanze dal gip di Napoli, nell'ambito di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia. Sono ancora in corso le ricerche di uno dei destinatari delle misure. Mentre una seconda persona, inizialmente irreperibile, è stata trovata. Tra i reati contestati associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, con l’aggravante della finalità mafiosa, con disponibilità di armi, costituendo una stabile struttura operativa, organizzata anche in distinti sottogruppi, allo scopo di commettere una pluralità indeterminata di delitti di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Colpito il clan Lepre del Cavone
Colpito il clan Lepre del Cavone di piazza Dante. Gli indagati avrebbero cercato di agevolare le attività dell’associazione camorristica. La misura è stata applicata anche per il reato di tentata estorsione, avendo gli indagati tentato di estorcere danaro alla persona offesa, in precedenza impiegata nello spaccio degli stupefacenti, ritenendola responsabile della sottrazione di numerose dosi di droga.
L’ordinanza di custodia cautelare eseguita costituisce la sintesi delle indagini svolte negli ultimi anni dai Carabinieri della Compagnia Napoli Centro e dal personale della Polizia di Stato della III sezione della Squadra Mobile di Napoli che, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno ricostruito e dimostrato la perdurante operatività del “clan Lepre”, anche all’indomani della morte di Ciro Lepre, quando le redini del clan sarebbero passate a Salvatore Cianciulli e Luigi Lepre, nonché la parallela operatività della consorteria dedita al narcotraffico, insensibile ai molti arresti di alcuni consociati, operativa nella zona di predominio del clan ovvero la zona del “Cavone”, alle spalle di piazza Dante.

Controlli a tappeto della Polizia al Cavone
La zona del Cavone è salita alla ribalta delle cronache locali negli ultimi mesi a causa di una escalation di reati e violenze: accoltellamenti, rapine, ferimenti a colpi di pistola e droga. Oltre ad incidenti stradali con feriti anche gravi. Due ragazze erano rimaste ferite da proiettili vaganti la notte del 1 maggio scorso.
Una situazione di degrado denunciata a più riprese dalle associazioni civiche del territorio. Il tema della sicurezza nella zona del Cavone è stato al centro di recenti riunioni del Comitato Ordine Pubblico e Sicurezza in Prefettura, convocato dal Prefetto Michele di Bari, e di vertici in Questura, con il Questore Maurizio Agricola.
Il 23 marzo scorso un giovane di 31 anni era stato colpito da un proiettile al braccio durante un tentativo di rapina in vico Cesarea, nei pressi di piazza Mazzini, a poche centinaia di metri dal Cavone. Pochi giorni prima, il 15 marzo, un uomo di 36 anni era stato accoltellato ed era finito al Pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli, dopo essere stato aggredito in via Salvator Rosa.
Le indagini di Polizia e carabinieri
Le indagini degli investigatori hanno svelato l’operatività di due piazze di spaccio, la prima delle quali, la più importante, operativa in via Francesco Saverio Correra al numero 236, nel cosiddetto “Fondaco San Potitoe Fondaco Ragno” e l’altra, una sorta di “succursale” della prima, operativa in via Correra 113, prevalentemente dedita allo smercio di marijuana e hashish.
Complessivamente, sono 54 le persone indagate, di cui 12 i destinatari di misura cautelare in carcere, cui vengono contestate, a vario titolo ed in via provvisoria, oltre 250 violazioni della legge penale, tra cui i delitti di associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione e tentata estorsione, detenzione, porto e ricettazione di armi e munizionamento, violenza e minaccia, lesioni aggravate, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti e un pluralità indeterminata di delitti produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, reati aggravati dalla circostanza dell’agevolazione mafiosa.
Durante l’esecuzione, avvenuta con il supporto dei reparti speciali di Polizia e Carabinieri, sono state effettuate numerose perquisizioni. Il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che lo stesso è suscettibile di impugnazione; i destinatari sono persone sottoposte a indagine e, pertanto, da ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.