Blitz anti-camorra ad Arzano (Napoli), 17 misure cautelari per il clan della “167”: “Violenti, picchiavano anche i membri”

Blitz anti-camorra ad Arzano, nell'area nord di Napoli, questa mattina, lunedì 15 giugno. Colpito il clan della "167", considerata espressione territoriale del clan “Amato-Pagano”, storicamente radicato nella zona settentrionale della città. Sono 17 le misure cautelari disposte con ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Gli indagati sono sospettati a vario titolo di gravi indizi di colpevolezza per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata e continuata ed usura. Il provvedimento cautelare è stato notificato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna.
Inchiesta durante il periodo del Covid
Le indagini si concentrano nel periodo compreso tra gli anni 2021 e 2022 – quello della pandemia del Covid – ed hanno permesso di delineare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza sull'operatività, nel territorio di Arzano e nei comuni vicini della consorteria camorristica chiamata “clan della 167” – il nome delle palazzine popolari che richiama il numero della legge del 1962 – considerata espressione territoriale del clan “Amato-Pagano”.
Clan violento, picchiati anche gli amici
Quanto emerso nel corso delle indagini ha permesso di ipotizzare che il gruppo criminale fosse egemone, in particolare, nel campo delle richieste estorsive ed alcuni degli indagati si sarebbero resi protagonisti di numerose richieste indebite di denaro formulate ai danni di imprenditori e commercianti locali. È inoltre stato registrato che la consorteria sarebbe particolarmente incline all’uso della violenza anche verso propri sodali. Questi ultimi potevano essere violentemente percossi per la risoluzione di problematiche insorte all'interno del clan. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.