Morto Salvatore Puccinelli “Straccetta”, per il boss del Rione Traiano funerali vietati dal Questore

È morto nella notte tra lunedì e martedì Salvatore Puccinelli, 71 anni, fondatore dell'omonimo clan di camorra attivo nel Rione Traiano, nella periferia Ovest di Napoli. Il decesso è avvenuto per cause naturali, nella sua abitazione del rione popolare di Soccavo. I funerali, in forma privata, sono stati fissati per questa mattina, 8 luglio, alle 10: su disposizione del Questore di Napoli è stata vietata la cerimonia pubblica.
Puccinelli era stato condannato in via definitiva a 40 anni di carcere, avrebbe finito di scontare la pena nel 2051. Sarebbe stato stroncato da un infarto. Era da tempo malato e per questo motivo, una decina di anni fa, aveva ottenuto gli arresti domiciliari a Montesilvano, in provincia di Pescara, dove si era trasferito. E l'ultimo arresto era avvenuto proprio nella città abruzzese, nel 2011: secondo gli inquirenti, nonostante si fosse allontanato da Napoli aveva continuato a gestire il traffico di stupefacenti. E dalle indagini era emerso anche un tenore di vita inspiegabile: 800 euro di pensione di invalidità, ma spese per quasi 5mila euro al mese. Questa inchiesta, però, si era conclusa con una assoluzione nel 2019.
Il clan che porta il suo cognome è stato fondato negli anni '80, quando Puccinelli, prima legato al narcos Umberto Ammaturo, ha deciso di creare un gruppo autonomo. Inizialmente il clan viene gestito insieme a Mario Perrella, poi avviene una scissione. E in questa faida si colloca l'omicidio di Fabio De Pandi, 11 anni: 2 luglio 1991, il bambino viene colpito da una delle pallottole esplose da un commando dei Puccinelli contro i rivali dei Petrone.
Anche grazie all'alleanza coi Mazzarella, i Puccinelli arrivano a gestire gran parte del narcotraffico del Rione Traiano, con incassi da miliardi di lire. In questi anni anche la faida coi Grimaldi di Soccavo. Fino al 2017, data dell'ultima grande operazione contro il clan Puccinelli-Petrone, guidato da Francesco Petrone (figlio di Totore Straccetta, detto ‘o Nano); il 31 gennaio scattano 86 arresti dei carabinieri, in conclusione di una inchiesta che ha ricostruito la macchina dei Puccinelli: scantinati sottratti ai residenti e trasformati in bunker blindati, sentinelle armate appostate sui tetti e nei punti di osservazione, persino posti di controllo in strada gestiti dalla camorra per monitorare i passanti e smistare i clienti delle piazze di spaccio.