All’Aeroporto di Capodichino ci sono 40 agenti di Polizia Locale che devono essere trasferiti a causa della chiusura

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A Capodichino ci sono 40 agenti di Polizia Locale che devono essere spostati a causa della chiusura dell’Aeroporto per un mese. Il Comune ha deciso dove mandarli.

Che fine faranno i 40 agenti di Polizia Locale in servizio all'Aeroporto di Napoli Capodichino con la chiusura dello scalo per un mese? Il tema ha tenuto banco al Comando di via De Giaxa nelle ultime settimane. I caschi bianchi svolgono un servizio fondamentale nella zona delle partenze e degli arrivi, per il buon funzionamento della Ztc e di tutta la viabilità di viale Fulco Ruffo di Calabria e del vicino viale Umberto Maddalena, preda di auto in doppia fila e di taxi abusivi. Ma con la chiusura dell'Aeroporto, a partire da domenica prossima, 1 novembre, e fino al 30 novembre, la circolazione veicolare nella zona dello scalo si ridurrà fortemente. Si è posto, quindi, il problema di dove sistemare gli agenti che normalmente montano in servizio a Capodichino.

La soluzione è arrivata nelle ultime settimane. Nessuno rischierà di restare senza un'occupazione. Il Comando, a quanto apprende Fanpage.it, ha deciso di conservare un drappello di presidio all'interno dell'Aeroporto con 4 unità. Un'altra parte sarà impiegata per i controlli a viale Maddalena, dove comunque c'è sempre traffico. La restante parte sarà dislocata presso le Unità Operative centrali, e potrà essere impiegata, all'occorrenza sul territorio.

Il vertice sui 2mila lavoratori dell'indotto

I lavori all'aeroporto sono necessari per rifare la pista di volo. Per quanto riguarda i dipendenti della Gesac, invece, la società che gestisce l'Aeroporto ha già annunciato la cassa integrazione per oltre 400 unità a partire da domenica. Il problema riguarda, invece, soprattutto i lavoratori dell'indotto che sono oltre 2mila. "Bisogna salvaguardare gli oltre duemila lavoratori dell’indotto dell’aeroporto di Capodichino – commenta Antonio Ronghi, segretario Regionale FAST Confsal Trasporto Aereo – che, durante la chiusura dello scalo, programmata per l’intero mese di novembre, percepiranno solo una parte della retribuzione. Dal 1° novembre l’aeroporto di Capodichino chiuderà per l’intero mese per lavori strutturali e gli oltre duemila lavoratori dell’indotto saranno penalizzati, in quanto potranno contare solo su una parte della loro retribuzione e con conseguenti incognite sul loro futuro. Nonostante i reiterati appelli rivolti alla GEesac e alle varie Istituzioni, sembra che il problema non interessi". "Inoltre, in aeroporto ci sono lavoratori a tempo indeterminato di soli 7 mesi che lavorano da aprile a ottobre di ogni anno. Quesiti lavoratori, i più fragili, non hanno nessuna copertura a novembre e vivono in un precariato lavorativo senza fine. Ci adopereremo affinché tutto venga risolto".

Mentre Angelo D’Ambrosio, segretario Generale campano di FAST Confsal, dice "ribadiamo con fermezza che gli investimenti sulle infrastrutture sono fondamentali per la sicurezza e lo sviluppo del territorio, ma la sostenibilità sociale deve camminare di pari passo con quella industriale. È inaccettabile che il costo dei lavori venga scaricato sul reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, diretti e dell’indotto. Se non arriveranno risposte concrete, metteremo in campo tutte le azioni necessarie a difesa della dignità e del futuro delle famiglie coinvolte. Il contributo dei lavoratori è il vero motore dell’Aeroporto di Capodichino e la stabilità contrattuale e retributiva per tutti i lavoratori, in particolare quelli dell’indotto, è fondamentale".

"La realizzazione dell’aeroporto di Grazzanise – concludono – è stata inserita nel Piano Nazionale del Trasporto Aereo e la Regione dovrebbe garantirne l’attuazione innanzitutto perché i cittadini napoletani vanno liberati dal problema dell’eccesso del traffico aereo sulla città, con relativi disagi ambientali e i relativi possibili pericoli, e per dotare la Campania e il Sud di un sistema aeroportuale adeguato ad un territorio in forte ascesa turistica ed economica, puntando su Grazzanise come scalo aeroportuale intercontinentale. Ciò significherebbe anche una notevole ricaduta occupazionale con la nascita di nuovi posti di lavoro".

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