video suggerito
video suggerito

Sovraffollamento nel carcere di Busto Arsizio, Cecilia Strada: “È un inferno, celle senza spazio vitale”

“Sovraffollamento oltre il 200 per cento nel carcere di Busto Arsizio, un inferno”, ha spiegato a Fanpage.it l’eurodeputata Cecilia Strada che ha denunciato condizioni indegne nell’Istituto che “annullano la funzione rieducativa della pena”.
A cura di Giulia Ghirardi
0 CONDIVISIONI
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

"Le condizioni che esistono all'interno del carcere di Busto Arsizio (Varese, ndr) sono inaccettabili", ha commentato a Fanpage.it l'eurodeputata del Partito Democratico Cecilia Strada che lo scorso 31 marzo è entrata nell'Istituto per un'ispezione.

Quello che è emerso è un tasso di sovraffollamento "oltre il 200 per cento" e detenuti costretti a stare in celle "dove non c'è spazio vitale". In tali condizioni, però, si perde la finalità rieducativa che dovrebbe essere sottesa alla pena e la reclusione diventa "una sospensione del tempo, priva di senso e di prospettiva", ha aggiunto Strada.

Le condizioni nel carcere di Busto Arsizio

I numeri ufficiali, aggiornati di recente, parlano chiaro: 437 persone recluse a fronte di una capienza regolamentare di 240. Le cosiddette "stanze di detenzione" sarebbero 177, ma 18 risultano inagibili. Anche sul fronte del personale la situazione è fragile: su 190 agenti previsti, ne mancano 21. "Una realtà nota da tempo", secondo Strada, ma che starebbe "progressivamente peggiorando".

L'eurodeputata ha, infatti, denunciato con toni duri le condizioni riscontrate durante l'ultima visita. "Sono stata nel carcere di Busto Arsizio dove il tasso di sovraffollamento è superiore al 200 per cento: è un inferno", ha spiegato a Fanpage.it. Poi, ha descritto un'immagine che non lascia spazio a interpretazioni: "Letti a castello fino a tre piani, detenuti costretti a dormire a pochi centimetri dal soffitto, senza spazio vitale".

Intervenuta a Strasburgo durante il dibattito sullo stato di diritto, Strada ha anche descritto una struttura segnata da criticità diffuse: "Cavi elettrici scoperti, carenze nei servizi essenziali, acqua calda insufficiente sia per i detenuti che per il personale". Così, però, la situazione "diventa inaccettabile", ha continuato l'eurodeputata, sottolineando che se "tre persone non possano stare in piedi contemporaneamente nella stessa cella", non è più solo una questione logistica, ma una compressione sistematica della dignità.

Inoltre, tra sovraffollamento, carenza di personale e insufficiente assistenza sanitaria e psicologica, si creano condizioni di vita sempre più degradanti e viene meno ogni prospettiva. "Si deve dare una speranza a chi è in carcere", ha aggiunto Strada, ricordando che la qualità di una democrazia si misura anche da come tratta le persone private della libertà. Eppure, nel carcere di Busto Arsizio questa prospettiva sembra mancare. Anche perché "non esiste un piano concreto per ridurre la pressione sulla struttura", ha rincarato a Fanpage.it. "Al contrario, continuano ad arrivare trasferimenti da altri Istituti del Nord Italia, alimentando un sovraffollamento già oltre il limite".

Non finisce qui, perché il problema non è solo all'interno del carcere. Una parte dell'opinione pubblica tende ancora a considerare tali condizioni come una sorta di "punizione meritata". Ma, come ha ricordato l'eurodeputata a Fanpage.it, "il carcere non dovrebbe cancellare i diritti fondamentali". Perché quando ciò accade, non si colpiscono solo i detenuti: si incrina l'intero sistema di garanzie su cui si dovrebbe fondare lo Stato di diritto e il carcere diventa un luogo in cui "muore la dignità" e, con lei, la sua funzione rieducativa.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views