Sottrae 360mila euro in 3 anni dalle casse del Comune di Concesio: dipendente condannata per peculato

È stata condannata dal Tribunale di Brescia con rito abbreviato a 3 anni e 9 mesi di reclusione per peculato Claudia Paterlini. La 50enne è stata ritenuta responsabile di aver sottratto quasi 360mila euro in tre anni dalle casse del Comune di Concesio, per il quale è stata addetta alla ragioneria per oltre 20 anni. La donna avrebbe prelevato la somma indebitamente attraverso un centinaio di bonifici girati poi sui suoi conti correnti personali. Rinunciando al ricorso in Appello, la condanna per Paterlini è diventata definitiva, ma ha potuto accedere così a un ulteriore sconto di pena (all'inizio era pari a 4 anni e 6 mesi). Accusate di non aver vigilato a sufficienza, le due tesoriere Unicredit, Bper Banca e una collaboratrice della 50enne (estranea all'inchiesta penale) hanno versato un totale di circa 67mila euro alla Corte dei Conti della Lombardia per estinguere il giudizio di responsabilità amministrativa.
Le indagini, coordinate dalla pm Claudia Moregola, erano scattate a seguito di un esposto presentato dallo stesso Comune di Concesio, guidato dal sindaco Agostino Damiolini. Gli investigatori erano riusciti a isolare 47 operazioni, identificate prima come "sospette" e poi rivelatesi illecite, eseguite tra novembre 2023 e novembre 2024 per oltre 138mila euro. Paterlini, addetta alla ragioneria da oltre 20 anni, a fine dicembre 2024 era finita così agli arresti domiciliari con l'accusa di peculato. Dai successivi accertamenti, erano emerse anche altre due disposizioni da 4.700 euro e una decina di transazioni dal settembre 2021 all'ottobre 2023 per oltre 217mila euro. In totale, dunque, in circa tre anni la 50enne era riuscita ad appropriarsi di quasi 360mila euro di fondi pubblici.
Addetta alla ragioneria, Paterlini era autorizzata a operare sui conti dell’amministrazione comunale. In tutto avrebbe fatto un centinaio di bonifici, ma per non dare nell'occhio in media faceva solo tre movimenti al mese. Le causali riportare sui bonifici incriminati erano spesso equivoche, o al limite le modificava prima o dopo l’invio in tesoreria, oppure spostava risorse da un capitolo all’altro di bilancio alla voce "erario" e alla fine approdavano sul suo conto.
Come riportato dal Corriere della Sera, Paterlini è stata ritenuta colpevole di peculato nel processo che si è celebrato con rito abbreviato al Tribunale di Brescia e, rinunciando all'Appello, è diventata definitiva la pena a 3 anni e 9 mesi. Per quanto riguarda l'aspetto contabile, si è concluso con un accordo transattivo il primo filone del contenzioso davanti alla Corte dei Conti della Lombardia. Per quanto riguarda la collaboratrice della 50enne e delle "tesoriere" Unicredit e Bper Banca accusate di non aver vigilato a sufficienza, a fronte di 67mila euro di quote versate è stato dichiarato estinto il giudizio di responsabilità amministrativa nei loro confronti. Sono ancora in corso, invece, la causa davanti alla Corte dei Conti nei confronti di Paterlini e un terzo procedimento davanti al Tribunale Civile.