Si trasferisce fuori Milano per affittare casa durante la design Week: “Guadagno come un mese di stipendio”

Mentre Milano si stava preparando per il Salone del Mobile, una fetta di cittadini si è impegnata a svuotare il salotto, gli armadi e il frigorifero per metterli a disposizione di Airbnb. E lo ha fatto, inserendoli a prezzi triplicati rispetto al resto dell’anno (+199 per cento). Infatti, secondo i dati di Abitare Co., durante la settimana del Salone del Mobile, il canone medio settimanale di un'abitazione in città è passato da 1.530 a 4.570 euro. In questo periodo, in zona Garibaldi si è arrivati a pagare di media 6.150 euro settimanali, con un picco di 6.860 in Via della Moscova. E non sono risparmiate nemmeno le periferie e l’hinterland: a Rho, cuore pulsante della Milano Fashion Week, si sono raggiunti i 2.450 euro di affitto.
"Il Salone del Mobile è l’evento che fomenta più di tutti l’avidità collettiva", ha affermato Lucia Tozzi a Fanpage.it, giornalista specializzata in politiche urbane. Tra i locatori ci sono proprietari di seconde case, ma anche persone che hanno lasciato la casa in cui abitano per metterla a disposizione dei turisti e ricavarci dei guadagni.
Costanza, 29 anni, durante la Design Week si trasferirà dai suoi genitori o dal fidanzato portandosi con sé molti oggetti personali. "Purtroppo a casa non ho un ripostiglio, quindi sono costretta a organizzare un mini trasloco se voglio offrire un buon servizio", ha rivelato a Fanpage.it. Costanza ci ha tenuto a precisare che ha manutenuto dei prezzi accessibili perché non ha voluto speculare su una situazione immobiliare fuori controllo. "Prima affittavo a 100 euro a notte, ora a 130 – ha aggiunto la ventinovenne – Mi è stato detto che avrei potuto fissare cifre più alte, ma mi sarei sentita in colpa. Però in pochi giorni guadagno quanto l’affitto di un mese; quindi, direi che vale la pena impegnarsi".
Anche Eleonora, un'altra ragazza contattata da Fanpage.it, ha messo a disposizione di Airbnb il suo bilocale in centro. Ha così "sfruttato" la settimana della Design Week per raggiungere il fidanzato, che vive in Toscana. "Questa pratica è molto diffusa soprattutto tra i giovani. Conosco tante persone – ha raccontato – che lo hanno fatto o lo fanno ancora, alcune scegliendo di dormire sui divani degli amici. Quando poi si inizia a svolgere un lavoro che non prevede smartworking diventa più complicato organizzarsi. Ancor di più se si ha una famiglia". Ci sono però diverse famiglie che sono riuscite a liberare la casa e hanno approfittato della Design Week per andare in vacanza. Di fatto Airbnb paga il locatore, il locatore decide poi di abbandonare Milano al suo caos, al suo Salone, per spendere soldi in giro per il mondo. Non una pratica così etica e infatti queste famiglie preferiscono restare anonime o non rilasciare dichiarazioni.
Come spiegato da Lucia Tozzi, fino a metà anni 2000 il Salone rendeva Milano una città davvero accogliente, con banchetti gratuiti in ogni angolo del centro. Gli affitti si poggiavano principalmente sulla rete di contatti di ciascuno. Poi l’evento è diventato gigantesco, il Fuori salone ha superato per importanza il Salone stesso e sono subentrate le piattaforme come Airbnb, cioè l’industria. Durante questa settimana la calmierazione dei prezzi è impossibile. I picchi di affluenza come quelli della Design Week non sono controllabili. In mancanza di leggi e con un’elevata domanda di alloggi, sta ai locatori decidere se seguire l’andamento del mercato oppure se abbassare le richieste economiche per questioni etiche. "Prima che emergesse il problema del caro affitti – spiega la giornalista a Fanpage.it – faceva status condividere con gli amici di aver affittato la casa a prezzi alti per il Salone. Più soldi si ricevevano, più ci si vantava. Oggi, il fatto che molte persone preferiscano non parlarne, forse per vergogna di aver speculato, è un ottimo segno dei tempi".