Prova a rubare i Gratta e vinci e viene ucciso con 44 forbiciate, condannati a 17 anni i gestori del bar di Milano

La Corte d'Assise di Milano ha condannato a 17 anni di reclusione ciascuno il 33enne Shu Zou e suo zio 52enne Liu Chongbing per l'omicidio di Eros Di Ronza. Il 37enne era stato accoltellato a morte 44 volte con un paio di forbici all'alba del 17 ottobre 2024, mentre scappava dopo aver rubato alcuni ‘Gratta e vinci' dal bar tabaccheria in viale Cermenate dei due imputati. I giudici, presieduti da Antonella Bertoja, hanno riconosciuto la loro responsabilità, escludendo l'aggravante della crudeltà e riconoscendo invece l'attenuante della provocazione. La pena di primo grado è comunque superiore alla richiesta formulata dalla pm Maura Ripamonti, che era pari a 14 anni di reclusione. Sono stati disposti risarcimenti in favore dei familiari della vittima, in particolare 200mila euro a ciascuna delle figlie di Di Ronza e 50mila euro alla moglie. Le motivazioni saranno depositate entro 40 giorni.
Quanto accaduto intorno alle 5 del 17 ottobre di due anni fa era stato filmato da diverse telecamere di sorveglianza. Di Ronza, insieme a un complice che poi era riuscito a scappare, era entrato nel bar tabaccheria di Zou e Chongbing e ne era uscito portando via con sé diversi ‘Gratta e vinci'. Proprio mentre strisciava sotto la saracinesca, Zou lo aveva colpito con i primi fendenti. Il 37enne si era comunque rialzato e aveva iniziato a correre, perdendo dietro di sé l'intera refurtiva. Il 33enne, insieme allo zio, lo avevano comunque rincorso e, dopo averlo bloccato a terra, gli rifilarono in tutto 44 forbiciate uccidendolo in pochi secondi.
Come ha sottolineato la pm Ripamonti durante la sua requisitoria, Zou e Chongbing si erano disinteressati dei ‘Gratta e vinci'. Mentre il 52enne lo teneva bloccato sul marciapiede, il nipote 33enne lo colpiva "con dolo di uccidere, un dolo intenzionale e diretto, generato dalla rabbia". Secondo l'accusa, dunque, "l'intento omicidiario è pacifico, l'intento è di punire, di dare una lezione, di farsi giustizia da soli dopo i furti già subiti". Per questo motivo, la procuratrice aveva chiesto di riconoscere per i due imputati l'aggravante della crudeltà, ma anche il riconoscimento dell'attenuante della provocazione nell'omicidio volontario.
La sentenza pronunciata oggi, lunedì 4 maggio, dalla Corte d'Assise di Milano supera invece la richiesta dell'accusa, condannando i due imputati a 17 anni ciascuno di reclusione. Assistiti dagli avvocati Simone Ciro Giordano ed Eugenio Rogliani, una volta lette le motivazioni Zou e Chongbing potranno fare ricorso in Appello contro il verdetto.