13 Ottobre 2021
13:44

Processo per l’omicidio di Mario Bozzoli: testimone sposta l’ora della scomparsa dell’imprenditore

Colpo di scena al processo per l’omicidio di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno (Brescia), scomparso nella sua fonderia nell’ottobre 2015. Un testimone ha riferito di aver visto in vita Bozzoli alle 19.30, sconfessando così la ricostruzione fornita finora dagli inquirenti. L’unico imputato per l’omicidio è uno dei nipoti dell’imprenditore, Giacomo Bozzoli, che si è sempre proclamato innocente.
A cura di Francesco Loiacono

Quando è stato ucciso Mario Bozzoli, l'imprenditore di Marcheno (Brescia) sparito nel nulla la sera dell'8 ottobre 2015? Secondo gli inquirenti, Bozzoli sarebbe stato ucciso tra le 19.14 e le 19.33, e il suo corpo sarebbe poi stato fatto sparire. Ma nel corso dell'udienza odierna del processo per l'omicidio dell'imprenditore, che vede come unico imputato il nipote Giacomo Bozzoli, uno dei testimoni ha rimescolato le carte. Si tratta di Aboagye Akwasi, detto Abu, uno degli operai della fonderia di Marcheno di proprietà di Mario Bozzoli e del fratello Adelio dove sarebbe avvenuto il delitto.

Ascoltato come testimone, Akwasi ha detto di aver visto per l'ultima volta vivo il suo ex datore di lavoro alle 19.30: "Sono sicuro perché avevo l'orologio sulla ruspa che guidavo in quel momento e anche il cellulare che ho sempre con me", ha riferito l'uomo, come riportato dal quotidiano "Il Giorno". In passato Abu e un altro ex operaio della fonderia, che nel frattempo ha chiuso portandosi con sé i tanti misteri sul caso, erano stati indagati per concorso morale nell'omicidio. In seguito però le posizioni di tutti gli altri indagati nel caso sono state archiviate: per la sparizione di Mario Bozzoli resta imputato solo uno dei nipoti, Giacomo, figlio del fratello dell'imprenditore Adelio. L'ipotesi degli inquirenti è che la morte dell'imprenditore di Marcheno sia riconducibile a motivi economici, in particolare legati alla gestione della fonderia.

Il processo davanti alla Corte d'Assise di Brescia: l'imputato si è sempre dichiarato innocente

Giacomo Bozzoli è a processo, ma da uomo libero, davanti alla Corte d'Assise di Brescia. Nei suoi confronti non sono mai state prese misure cautelari. L'imputato, difeso dall'avvocato Luigi Frattini, si è sempre dichiarato innocente. A rappresentare l'accusa è il pubblico ministero Silvio Bonfigli, che in merito alle dichiarazioni odierne del testimone ha detto di essere convinto che Akwasi "sposti in avanti tutti gli accadimenti di quella sera".

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