Ucciso a colpi di spranga a Crema, l’avvocato della famiglia: “Omicidio pianificato, pensavano fosse una spia”

"Pensavano che fosse un informatore della polizia": è quanto ha detto l'avvocato Mario Tacchinardi, che rappresenta la famiglia di Hamza Salama. Il ragazzo, che aveva vent'anni, è stato ucciso la sera di Pasquetta, lo scorso 6 aprile, lungo via Brescia a Crema (Cremonza). È stato colpito a colpi di spranga e per il suo omicidio sono indagati quattro giovani, tra cui una ragazza. Uno di loro sarebbe l'esecutore materiale dell'omicidio: è un ragazzo che all'epoca aveva 17 anni, che il 25 aprile è diventato maggiorenne e che adesso si trova nel carcere minorile Beccaria di Milano. Per il legale, come riportato dal quotidiano Il Giorno, il delitto sarebbe stato pianificato proprio perché pensavano che il ventenne fosse una spia. I loro cellulari sono stati sequestrati e nella giornata di lunedì 4 maggio 2026, gli inquirenti effettueranno alcuni accertamenti irripetibili sui dispositivi.
Sul caso sta indagando la pubblico ministero Federica Cerio, che coordina i carabinieri del comando di Crema, il nucleo Investigativo e la Scientifica. Fino a qualche ora fa, l'ipotesi più accreditata era che il ventenne fosse stato ucciso perché accusato di aver rubato una collanina alla ragazza, che attualmente è indagata per favoreggiamento.
Per il legale della vittima, invece, il delitto sarebbe stato pianificato perché Hamza sarebbe stato ritenuto una spia. Ad accreditare l'ipotesi della pianificazione, è il fatto che sembrerebbe che i giovani abbiano dato appuntamento al ventenne anche il sabato prima di Pasqua. In quell'occasione però la vittima non era riuscita ad arrivare in tempo perché era rientrato tardi a casa: era infatti a lavoro con il padre in una pizzeria di Treviglio. I ragazzi avevano quindi scritto ad Hamza che non si era presentato perché aveva paura. Lui aveva però risposto che non aveva alcun problema a incontrarli. Da lì, l'invito dei giovani a presentarsi la sera di Pasquetta. La fidanzata del ventenne, appena saputo dell'incontro, gli aveva chiesto di non andare perché sicuramente i tre volevano fargli del male. Lui però le avrebbe risposto che non lo avrebbero colpito perché erano suoi amici.
Tre ragazzi, tra cui l'assassino che sarebbe un vicino di casa della vittima, e Hamza si sono incontrati al parco Margherita Hack un'ora prima del delitto. Il gruppo però sarebbe stato tutt'altro che amichevole: gli avrebbero puntato il coltello alla gola rinfacciandogli che era un informatore della polizia. È poi intervenuto il padre del ventenne, che è riuscito a salvarlo. Hamza però non è rientrato a casa, ma è andato incontro al suo assassino che lo ha tramortito con una spranga e colpito con un'arma da taglio: si tratterebbe di un coltello a serramanico, che il 17enne ha raccontato di aver ricevuto da uno dei ragazzi presenti al parco Margherita Hack. Il ventenne è stato poi soccorso e trasferito d'urgenza in ospedale dove poi è morto poco dopo il ricovero. Un testimone ha raccontato quanto visto. Ha definito l'aggressione "un film dell'orrore".
Dopo il decesso, è stato arrestato il 17enne che è stato rintracciato a casa del fratello a Sergnano (Cremona). Ieri sono stati indagati i due ragazzi presenti al parco e la giovane, alla quale sarebbe stata rubata la collanina.