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Operato per una mandibola rotta in una rapina a Milano, 35enne denuncia l’ospedale: “Ora mangio solo con la cannuccia”

Filippo Balsamo ha denunciato l’ospedale Galeazzi di Milano per lesioni gravissime. Il 35enne ha raccontato a Fanpage.it di essere stato operato due volte per una mandibola fratturata, ma solo dopo settimane di minimizzazione del dolore che accusava: “Ora devo mangiare con una cannuccia”.
A cura di Enrico Spaccini
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Immagine di repertorio
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"La mia vita nell'ultimo anno è cambiata. Non tanto a causa dell'aggressione, perché mi hanno rubato il portafoglio ma poi me ne sono fatto una ragione. Piuttosto perché mi sono rivolto a professionisti che avrebbero dovuto curarmi, e invece non si sono resi conto dei problemi che avevo e non mi hanno ascoltato". A parlare a Fanpage.it è Filippo Balsamo, un 35enne residente a Milano che giovedì 23 aprile ha depositato in Procura una denuncia nei confronti dell'ospedale Galeazzi. A gennaio 2025, infatti, Balsamo era stato vittima di una rapina violenta nella quale aveva riportato una frattura trifocale della mandibola. Dopo oltre un anno e due interventi chirurgici, il 35enne si ritrova oggi con una paresi che ha intaccato il mento, le labbra e una ferita che non si è ancora guarita: "Mi è stato detto che mi devo operare di nuovo, ma sto cercando di capire se farlo oppure no, perché il rischio è di accelerare ancora una presi inevitabile".

La frattura alla mandibola e il dolore sempre più intenso

Come riportato nella denuncia, che Fanpage.it ha potuto visionare, Balsamo si era presentato al pronto soccorso dell'ospedale Galeazzi (del Gruppo San Donato) il 31 gennaio 2025, a seguito di una rapina subita nella quale aveva riportato una frattura trifocale della mandibola con una ferita tra i denti 31 (incisivo inferiore sinistro) e 33 (canino inferiore sinistro). Il 7 febbraio è stato sottoposto al primo intervento chirurgico, nel quale gli sono state posizionate viti e una placca. Secondo i sanitari, l'operazione si era conclusa in modo positivo, ma già dal primo controllo ambulatoriale del 14 febbraio Balsamo ha iniziato a rilevare fastidi e dolori importanti. Gli viene riscontrata una deiscenza della ferita, ma è stato comunque rassicurato del fatto che si trattasse di un decorso normale.

Il 18 febbraio, però, Balsamo ha chiesto una visita urgente, perché i dolori si erano intensificati. In questo caso, oltre alla deiscenza, gli viene riscontrata anche la fuoriuscita di materiale purulento e l'esposizione ossea e il 21 febbraio la ferita viene refertata come "in miglioramento". "Mi è stato detto che probabilmente ero in uno stato di ansia post-traumatica legata all'aggressione subita e che avrei dovuto rivolgermi a uno psicologo", ha spiegato Balsamo. Quando il 3 marzo il dolore era diventato lancinante, il 35enne è stato visitato ancora. In quel caso, gli viene detto che probabilmente c'era un'infiammazione di cibo e gli viene prescritta una terapia antibiotica.

La seconda operazione e il primo risarcimento

La situazione, però, non è migliorata. Anzi, stremato dal dolore, Balsamo ha deciso di scrivere direttamente al primario del reparto di Chirurgia Maxillo-Facciale per lesioni, il dottor Alessandro Baj, chiedendogli una visita. "Il primario ha impiegato due minuti per capire che dovevo essere rioperato", ha ricordato il 35enne: "Si era formata una colonia batteria, quindi si doveva limare l'osso". Così, il 21 marzo è stato eseguito il secondo intervento: "Mi hanno tolto un pezzo di mandibola e la placca che, come sospettavo, si era spostata", ha dichiarato ancora il paziente, "il dolore restava violento, ma ancora veniva minimizzato". Nei successivi controlli, viene riscontrata la lesione permanente del nervo con parestesia irreversibile del labbro inferiore sinistro e del mento, con perdita di sensibilità, dolore neuropatico cronico e difficoltà nell'alimentazione e nell'eloquio.

"Quando ti sottopongono a questi tipo di interventi, ti dicono subito che c'è il rischio che un nervo venga stressato al punto da causare una paresi momentanea o anche permanente", ha spiegato Balsamo: "Da questo punto di vista, il primo intervento era andato bene, il nervo era soltanto indebolito. L'errore è stato mettere una placca troppo piccola e non credere ai miei dolori. Nel secondo intervento invece il nervo è stato scisso e ora con il passare del tempo la paresi continua a peggiorare. Non posso mangiare i cibi solidi, ma solo attraverso una cannuccia, oppure omogeneizzati. Sono anche costretto a tenere la barba un po' lunga per nascondere le viti e le placche".

A seguito delle interlocuzioni con la dirigenza ospedaliera, lo scorso 20 marzo a Balsamo è stato riconosciuto un primo risarcimento come da lui richiesto. "Per loro la vicenda si è chiusa lì, ma la cifra è stata calcolata in modo errato", ha spiegato ancora il 35enne, dopo aver depositato la denuncia in Procura: "Non sono stati considerati tutti i danni che si sono rivelati dopo la quietanza. A causa di questa situazione non sto lavorando e sto anche per essere sfrattato di casa. Dovrà essere un giudice a stabilire la cifra esatta".

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