Minacce di violenze sessuali, scuola presenta denuncia sulle fake news: “Grave turbamento nelle studentesse”

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L’Istituto superiore di Mariano Comense “Jean Monnet”, a Como, ha presentato un esposto per individuare gli autori dei messaggi falsi che allertavano studenti e genitori di possibili attacchi e violenze dopo i disordini a Milano del 17 e del 18 ottobre.

Classi vuote, lezioni compromesse, i social inondati di messaggi fake che alimentavano i timori sull'onda degli eventi del 17 e del 18 ottobre a Milano, quando c'erano state le proteste per il caro vita. Ma qualcuno si è opposto. E ha deciso che quanto accaduto negli scorsi giorni in tutta la Lombardia non poteva essere tollerato. Stiamo parlando dell’Istituto superiore di Mariano Comense “Jean Monnet”, a Como, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Como e alla Polizia Postale per individuare i responsabili dei messaggi in circolo da lunedì 19 ottobre, in cui si allertavano studenti e genitori di possibili attacchi e violenze.

In quei messaggi c'era tutto il campionario di allarmismo possibile: i ragazzi erano stati avvisati, in particolar modo le studentesse, del rischio di essere aggrediti da alcuni gruppi violenti, di essere immobilizzati e violentati. Le voci si sono sparse a macchia d'olio. Le aule si sono svuotate. Avevano tutti paura – genitori e studenti, ma anche le stesse scuole – che potesse accadere qualcosa di molto grave: disordini, risse, attacchi incontrollati, violenze sui più piccoli. Ma qualcosa era già accaduto. Erano appena caduti nella rete degli autori di quei messaggi che, con quelle informazioni false, volevano creare disordine ravvivando ancora un po' l'allarmismo che già c'era stato a Milano con le proteste nel centro città per il caro vita, dove vetrine e negozi erano stati distrutti. Ci sono riusciti. A tal punto che le scuole, da lunedì 19 ottobre e nei giorni successivi, hanno allertato gli alunni con una lista di comportamenti precauzionali da seguire.

Ora l'Istituto Monnet vuole fare chiarezza. E ha fatto sapere di aver presentato l'esposto in queste ore, poco dopo l'esplosione delle fake news, "per ripristinare la sicurezza dell'attività scolastica". Nell'esposto si fa riferimento a un "comportamento illecito" da perseguire, quello di un allarmismo che ha provocato uno stato di "grave turbamento nelle studentesse" al punto da far svuotare le aule. Spetterà quindi agli agenti di polizia e ai magistrati analizzare smartphone, screenshot diffusi, i messaggi audio, le foto e tutto l'occorrente per individuare l'origine di questa eco del terrore.

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