Leonardo, il piccolo bambino che perse la vita il 19 ottobre 2019
in foto: Leonardo, il piccolo bambino che perse la vita il 19 ottobre 2019

Ha chiesto di patteggiare un anno e dieci mesi la bidella accusata, insieme a due maestre, di omicidio colposo per la morte del piccolo Leonardo che il 18 ottobre 2019 precipitò nella tromba delle scale della scuola Pirelli a Milano e che quattro giorni dopo morì a causa delle gravi ferite riportate. Il 3 dicembre il giudice dell'udienza preliminare Elisebetta Meyer, oltre a decidere se accogliere o meno la proposta dei difensori della collaboratrice scolastica, valuterà anche la posizione delle due maestre

Le indagini della Procura

Secondo le indagini condotte dal pubblico ministero Maria Letizia Mocciaro e dell'aggiunto Tiziana Siciliano, il bambino, intorno alle dieci del 18 ottobre, è uscito dalla classe chiedendo alle maestre di andare in bagno. Incuriosito dal vociare di alcuni bimbi che al piano di sotto uscivano per andare in palestra, è salito su una sedia girevole con rotelle trovata sul pianerottolo. Subito dopo è precipitato nella tromba delle scale per circa dieci metri. I soccorritori lo hanno poi trasportato in ospedale dove è stato operato d'urgenza e dove il 22 ottobre è morto a causa delle gravi ferite riportate.

Le accuse alle maestre e alla bidella

Sul caso sono state aperte le indagini da parte della procura di Milano: sotto accusa sono finite le due maestre presenti nella classe del bambino e la collaboratrice assegnata al piano dal quale Leonardo è caduto. I pm le ritengono responsabili di aver "cagionato la morte del bambino per colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia e inosservanza delle norme". In particolare, la collaboratrice scolastica sarebbe responsabile di "non aver prestato servizio nella zona di competenza e non aver vigilato sulla sicurezza e l'incolumità dell'alunno" durante lo spostamento dall'aula al bagno e di aver "utilizzato il telefono cellulare per scopi personali durante il tempo in cui avrebbe dovuto effettuare la sorveglianza al piano". Le due docenti invece sono accusate di non aver verificato "l'assenza della collaboratrice scolastica assegnata al piano e di non aver accompagnato il bambino nonostante fossero in due in classe".