In videoconferenza in consiglio municipale con una croce celtica esposta alle proprie spalle, chiaramente visibile per tutti. È polemica sul consigliere milanese di Fratelli d'Italia, Enrico Turato, accusato dall'Anpi e da diversi esponenti del centrosinistra per il simbolo di stampo fascista mostrato durante una riunione ufficiale.

È stato l'Anpi a denunciare quella che giudica "una grave provocazione" avvenuta in Municipio 9 durante una riunione della commissione scolastica di mercoledì scorso, alla quale ha partecipato l'assessore Paolo Limonta. "Il Consigliere di Fratelli d'Italia Enrico Turato si è presentato in video collegamento con uno sfondo in cui appariva una croce celtica, per provocazione nei confronti dell'Assessore presente alla riunione, al quale esprimiamo la nostra solidarietà", è il commento di Roberto Cenati , presidente Anpi Provinciale di Milano.

"L'episodio è gravissimo – scrive Cenati – perché oltre ad essersi svolto nel corso di una riunione istituzionale, anche se virtuale, del Municipio 9, ha rappresentato un vergognoso oltraggio alle istituzioni e a Milano Città Medaglia d'Oro della Resistenza". Il numero uno dell'associazione partigiani chiede "che nei confronti del consigliere di Fratelli d'Italia che ha dimostrato una totale assenza di rispetto delle istituzioni e dei principi sanciti dalla Costituzione repubblicana vengano presi severi provvedimenti".

Difende Turato l'europarlamentare di Fdi Carlo Fidanza spiegando che alla riunione "partecipava l'assessore Limonta, storico attivista dei centri sociali e “famoso” per essersi fatto immortalare dopo aver strappato un manifesto che ricordava Sergio Ramelli" e per questo "il consigliere FdI Enrico Turato sceglie come sfondo un murale per Ramelli".