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Processo Hydra, la consigliera di Cologno Monzese Rosalia Brasacchio indagata per spaccio con aggravante mafiosa

Brasacchio, avvocata e consigliera nel Comune di Cologno Monzese (Milano) risulta indagata dalla Dda di Milano con l’accusa di spaccio con l’aggravante mafiosa. Il suo nome sarebbe saltato fuori dalle parole di Gioacchino Amico, da poco collaboratore di giustizia.
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Rosalia Brasacchio, 47 anni, avvocata e consigliera comunale di Cologno Monzese (Milano), eletta con la lista "Avanti con Rocchi sindaco" e con incarichi dirigenziali anche nel Comune di Cassina de' Pecchi (Milano), è stata indagata dalla Dda di Milano con l'accusa di spaccio di stupefacenti con l'aggravante mafiosa, nell'ambito dell'operazione Hydra, il maxiprocesso basato su una presunta alleanza tra organizzazioni mafiose in Lombardia, che ha portato a numerose condanne a Milano. Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra si sarebbero unite, in Lombardia, per fare "affari" insieme.

L'abitazione di Brasacchio è stata perquisita dai carabinieri proprio ieri mattina, giovedì 16 aprile. Secondo quanto emerge, Brasacchio ospita il suo compagno Giancarlo Vestiti, in casa sua agli arresti domiciliari, ritenuto dalla Procura affiliato al clan Senese e imputato nel processo Hydra.

Il nome di Brasacchio sarebbe saltato fuori dalle parole di Gioacchino Amico, referente del clan Senese in Lombardia, da poco collaboratore di giustiziaIl suo pentimento è avvenuto il mese scorso, marzo, a seguito – come da lui stesso dichiarato, di fronte ai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, di una volontà di "cambiare vita".

E ha aggiunto: "Voglio chiudere con il passato e riabilitarmi con la società. Voglio vivere una vita normale e ho peraltro iniziato un percorso di fede. Voglio dire delle cose che non sono emerse nell'ambito dell'indagine Hydra e che riguardano ulteriori soggetti che non sono stati colpiti dalle indagini, dal processo e/o da provvedimenti cautelari". Brasacchio farebbe parte quindi di questi "ulteriori soggetti". 

Amico non è uno qualsiasi. Secondo quanto emerge, era una figura di spicco nell'ambiente mafioso e faceva da mediatore tra il clan Senese, attivo principalmente a Roma, e altri gruppi criminali che come lui appartenevano al Sistema mafioso lombardo. Soprattutto teneva rapporti diretti con Antonio Messina, tra gli uomini di fiducia al Nord dell'ex latitante Matteo Messina Denaro.

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