Il vaccino senza ago dato ai medici di base (Fonte: Partito democratico)
in foto: Il vaccino senza ago dato ai medici di base (Fonte: Partito democratico)

Ritardi, numerose gare di acquisto, scarsità di dosi e adesso anche assenza di aghi: in Lombardia è ancora caos vaccini antinfluenzali. Secondo quanto riportato da una nota stampa del consigliere regionale del Partito democratico Samuele Astuti, nei vaccini distribuiti ai medici di base di Varese e Como, per la categoria degli over 65, mancherebbero gli aghi.

L'autorizzazione di Aifa

"Una doccia fredda, dato che nessuna gara prevedeva l’acquisto di dosi che ne fossero sprovviste” scrive Astuti. Probabilmente, sostiene il consigliere, gli aghi si trovano in confezioni distinte ancora in fase di consegna e andranno montati uno a uno causando così ulteriori ritardi. Al problema aghi se ne aggiunge un altro: i vaccini distribuiti non sarebbero provvisti di autorizzazione concessa solitamente da Aifa (Agenzia italiana del farmaco): "Stiamo parlando dei Fluad quadrivalent di Seqirus, tipologia che non risulterebbe compresa nell’elenco dei vaccini autorizzati da Aifa per la stagione 2020/2021 e non sono contemplati, nelle ultime circolari regionali, tra quelli in distribuzione a medici e Asst". Proprio per questo motivo, il consigliere chiede quindi a Regione di poter rendere pubbliche le autorizzazioni così da porre fine a una lunga odissea iniziata già quest'estate: "Ancora una volta ci troviamo a chiedere all’assessore Gallera di rimediare al più presto”.

Le polemiche sui vaccini: dai bandi di gara ai ritardi

La somiglianza tra i sintomi dell'influenza stagionale e il Coronavirus, che sta colpendo in particolar modo la Lombardia, complica ancora di più la situazione in cui versa il territorio e per questo motivo i vaccini antinfluenzali sono diventati ancora di più fondamentali. Già da diverso tempo il Pd regionale lamenta l'assenza di una strategia concreta sul tema. In questi mesi il caos è stato scatenato dai numerosi bandi di gara andati deserti, dalla scarsità di dosi che – nonostante le rassicurazioni di Regione Lombardia sull'aumento degli acquisti rispetto agli anni precedenti – continua a preoccupare medici e pediatri di famiglia e soprattutto dai ritardi nelle consegne che spesso hanno provocato slittamenti nella somministrazione dei vaccini sulle categorie a rischio.