(Immagine di repertorio)
in foto: (Immagine di repertorio)

È partita la campagna dei vaccini antinfluenzali della Regione Lombardia. Una campagna che, vista la similarità tra i sintomi del Covid-19 e quelli dell'influenza, ridurrebbe il carico di lavoro del sistema sanitario e in particolare dei medici di base che in questo modo riuscirebbero a gestire meglio le richieste di chi sospetta di essere positivo. Nonostante l'amministrazione regionale abbia anticipato di un mese la campagna, non sono mancate le critiche nei confronti dell'assessore al Welfare reo di aver atteso troppo tempo prima di avviarla e di aver ordinato un numero di dosi troppo basso rispetto anche alle categorie a rischio e a un costo elevato. Dosi che secondo Gallera, invece, potranno soddisfare l'intero fabbisogno delle categorie a rischio. Nonostante le rassicurazioni, pare che prosegua il clima di incertezza: non tutti i medici di base hanno ancora ricevuto le dosi richieste e non conoscono nemmeno la data in cui arriveranno le trenta dosi previste dalla Regione, che sarebbero dovute arrivare ieri, 19 ottobre. 

Pozzi (Fimmg): Vaccini potrebbero arrivare oggi o anche venerdì, nessuno ancora lo sa

"I medici di base fanno l'ordine in farmacia attraverso il codice fiscale. Da quando parte l'ordine, è necessario aspettare una settimana prima che arrivino le dosi. Questo significa che potrebbero arrivare oggi o anche venerdì. Nessuno dei medici lo sa, l'unica cosa che può fare è aspettare". A dirlo a Fanpage.it è Anna Carla Pozzi segretaria provinciale di Milano della Federazione italiana dei medici di base. Secondo quanto previsto dal provvedimento di Regione Lombardia da oggi dovrebbero essere disponibili trenta vaccini Vaxgrip per gli over 65. A questi, entro fine mese si aggiungeranno altri venti di Efluelda. Ai primi di novembre ne arriveranno altri cinquanta. Il 15 novembre invece arriverà l'ultima tranche, quella più grossa che servirà a coprire il resto delle categorie a rischio.

Gallera: Sui vaccini promessa mantenuta

Attualmente le farmacie non hanno rilevato grandi criticità. Ieri, 19 ottobre, sembrerebbe che abbiano ricevuto le quantità previste che però – come afferma Annarosa Racca presidente di Federfarma Lombardia a Fanpage.it – sono quelle di sempre: "Non ci sono state grandi variazioni rispetto agli anni precedenti. Per il momento sta andando tutto liscio, la campagna è partita in anticipo rispetto allo scorso anno ed è stato fatto tutto in tempo. Le quantità ci sono". Lo stesso assessore Gallera ha assicurato che sono state eseguite le prime consegne e che proseguiranno nei prossimi giorni: "Promessa mantenuta. Sono state già distribuite alla rete delle farmacia 247mila dosi di vaccini – scrive in un post su Facebook -. I medici di base stanno già iniziando a ritirarle e a somministrarle ai propri assistiti. Le consegne proseguono nei prossimi giorni". E sulle dosi assicura che solo a ottobre ne arriveranno 792mila di antinfluenzale: 62.800 saranno destinate alle Rsa (Residenze sanitarie assistenziale) e tutte le altre ai medici di medicina generali, a cui arriveranno anche 140mila di vaccino anti-pneumococco. A novembre invece toccherà ai bambini: "Saranno distribuite altre due milioni e 92 mila dosi di antifluenzale – prosegue Gallera – compreso 500 mila dosi di vaccino spray per i bambini, e 50 mila dosi di anti-pneumococco per i pazienti delle Rsa".

Rozza (Pd): Regione dica la verità, le vaccinazioni non sono partite ieri

Critica invece il consigliere regionale del Partito democratico, Carmela Rozza che già quest'estate aveva mosso delle rimostranze sulla gestione dei vaccini antinfluenzali affermando che sono state ordinate poche dosi e pagate a un prezzo elevato e che oggi lamenta l'ennesima "bugia" dell'assessore: “Le vaccinazioni antinfluenzali in Lombardia non sono partite ieri, perché i medici di medicina generale hanno potuto solo prenotare le prime 30 dosi, che saranno in tutto 50 fino ai primi di novembre a fronte di 600 persone da vaccinare a testa. Il momento è difficile per tutti i cittadini, alla giunta regionale chiediamo di dire per una volta la verità, anche perché le bugie hanno le gambe corte e i cittadini le scoprono con una semplice telefonata al proprio medico di base".