Sono passati pochi giorni dalla conferenza stampa, perfino trionfante, di Regione Lombardia che annunciava l’inizio della campagna vaccinale antinfluenzale. Una campagna che sembra essere partita fin dall’inizio con più di qualche problema visto che la Regione non è stata in grado di rifornirsi di tutte le dosi necessarie (tra gare andate deserte, annullate e vaccini strapagati raccolti all’ultimo minuto che ancora attendono l’autorizzazione). Eppure dai vertici della Regione, come spesso è accaduto in questi mesi di pandemia, arriva la solita minimizzazione per tranquillizzare: "Faremo tutti e siamo al passo delle altre regioni", fanno sapere gli uomini del presidente Fontana.

La circolare ai medici di base: all'inizio solo 50 vaccini

Davvero? Siamo sicuri? Non sembra. Il 9 ottobre a tutti i medici di base è arrivata una comunicazione direttamente dal Dipartimento cure primarie dell’Agenzia per la tutela della salute (Ats) di Milano che fornisce “il calendario con il dettaglio per la prenotazione dei vaccini presso le farmacie territoriali” e che “tiene conto della necessaria priorità dei fragili e prevede per alcune tipologie la prenotazione e il ritiro in più tranche si consegna […] al fine di evitare, come successo lo scorso anno, che alcuni medici subiscano ritardi nell’approvvigionamento. Ebbene dal documento ufficiale di Regione Lombardia si evince, senza nessuna ombra di dubbio, che da metà ottobre saranno disponibili per ogni medico di medicina generale solo 30 vaccini codice Vaxigrip e 20 Egluelda per gli over 65. Molto ottimisticamente nel documento si legge che “come da indicazioni regionali, la quantità complessiva di Vaxigrip autorizzata a ciascun medico è unica e consente l’avvio della Campagna indirizzandola verso la coorte di pazienti adulti e fragili (reperibili negli elenchi come da specifica riportata più avanti). Il Medico potrà utilizzare la quantità in eccesso per i pazienti over 65, insieme alle 20 dosi di Efluelda.

Rozza (Pd): I medici saranno costretti ad aspettare metà novembre

Quale sia la situazione lo spiega chiaramente Carmela Rozza, consigliera regionale Pd: "In questo modo potranno dire che la vaccinazione inizia a metà ottobre come nelle altre regioni. Con 30/50 dosi il medico è costretto ad aspettare la consegna di metà novembre: come fai a fare 30/50 vaccinazioni e a tenera a bada 500 altri pazienti in attesa per 1 mese? Mediamente i medici di medicina generale hanno tra pazienti fragili e ultrasessantacinquenni 500 pazienti a testa, quindi 30 dosi non servono a niente. La cosa vera è che la campagna vaccinale parte dopo metà ottobre e non abbiamo le coperture per tutti. Non si tratta la salute con i magheggi propagandistici".

Eppure proprio Gallera aveva dichiarato che la campagna di vaccinazione "parte esattamente nei tempi giusti: lunedì arrivano in Regione i primi vaccini e saranno a disposizione dei medici di medicina generale, e quindi dei pazienti, da lunedì 19 ottobre. Siamo assolutamente in orario, copriamo tutte le categorie, non solo quelle ritenute obbligatorie ma anche quelle raccomandate in maniera molto ampia". I numeri, gli stessi numeri dati dalla Regione che governa, lo smentiscono. Del resto bastava ascoltare con attenzione le parole del direttore generale al Welfare di Regione Lombardia Marco Trivelli che in conferenza stampa l’8 ottobre proprio per il lancio della campagna di vaccinazione antinfluenzale ha dichiarato, con un infiorettato giro di parole, di avere forniture in grado “di coprire il 70 per cento delle vaccinazioni dell’anno scorso” e quindi confermando di fatto che nell’anno della pandemia Regione Lombardia, proprio quando diventa indispensabile una più estesa campagna vaccinale, non è riuscita nemmeno a coprire ciò che avveniva abitualmente.