"Gli operatori sanitari dal nostro punto di vista sono tutti uguali, non c'è differenza rispetto al rischio infettivo, per questo la fornitura (di vaccini) sarà messa a disposizione di tutti, anche degli operatori privati". Lo ha detto il direttore generale Welfare di Regione Lombardia, Marco Trivelli, parlando della fornitura di vaccini antinfluenzali anche a medici, infermieri e operatori della sanità privata accreditata.

A partire dallo scorso mese di agosto l'amministrazione regionale aveva annunciato alle aziende che, a causa della carenza di dosi sul mercato, non sarebbe stata in grado di aiutare nel reperimento dei vaccini. Una comunicazione ritenuta tardiva, che secondo ordine dei medici e sindacato ha messo in difficoltà le strutture private, che faticano a reperire i vaccini, creando un rischio per la salute di operatori e pazienti.

"Negli anni passati nelle strutture ospedaliere pubbliche e private le adesioni alla campagna vaccinale sono state meno del 50 per cento, tranne in alcune singole strutture", ha ricordato Trivelli rispondendo alla domanda di Fanpage.it. "Speriamo quest'anno che ci sia un'adesione maggiore e sono a disposizione anche delle strutture private, con una forma di contributo da chiedere dal datore di lavoro da collocare nell'ambito della sicurezza", ha spiegato.

"Una sonora marcia indietro rispetto a quanto sostenuto fino all’altro ieri, peraltro dallo stesso presidente Attilio Fontana", ha commentato il consigliere di Più Europa-Radicali Michele Usuelli, firmatario di una mozione al Pirellone che invitava la giunta a superare il limite imposto con la circolare del 17 agosto che impediva agli operatori sanitari del settore privato accreditato di accedere ai vaccini antinfluenzali tramite il sistema pubblico regionale.

, secondo il quale ‘il settore privato non compete a noi. Noi (le dosi, ndr) le diamo a tutte le persone che la legge ci impone vengano vaccinate'. Invece, per ammissione dello stesso Trivelli tra gli uni e gli altri ‘non c’è differenza rispetto al rischio di contrarre l’infezione”, per cui gli operatori del settore accreditato hanno diritto tanto quanto quelli del settore pubblico ad accedere alle dosi messe a disposizione da Regione Lombardia.