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L’ex parlamentare Irene Pivetti rischia un nuovo processo: “Milioni di mascherine scadenti vendute durante il Covid”

Nuovi guai per Irene Pivetti, l’ex presidente della Camera: chiusa l’inchiesta sulle mascherine Covid. Contestati 67 capi d’accusa, dalla frode alla bancarotta, per forniture irregolari dalla Cina.
Irene Pivetti (foto da LaPresse)
Irene Pivetti (foto da LaPresse)

Nuovi guai giudiziari per l'ex presidente della Camera, Irene Pivetti. Nei suoi confronti e nei confronti di altre otto persone la Procura di Milano ha chiuso l'indagine, palleggiata tra Roma, Busto Arsizio e il capoluogo lombardo, sulla compravendita dalla Cina, per 35 milioni, di mascherine durante l'emergenza Covid.

Secondo gli inquirenti, però, ne sarebbero state consegnate, però, un quantitativo pari a un valore di 10 milioni, di qualità scadente, praticamente inutilizzabili e con falso marchio CE. A sei anni dall'apertura del fascicolo, oggi, mercoledì 17 giugno, è stato notificato nuovamente l'avviso di conclusione dell'inchiesta che ha al centro la Only Italia Logistics, società di cui Pivetti è stata amministratrice delegata tra il 2018 e il 2022, anno in cui la società è fallita.

Tra i destinatari dell'atto ci sono anche la figlia e il genero dell'ex esponente della Lega e l'imprenditore Luciano Mega. Le accuse a vario titolo sono frode in forniture pubbliche, bancarotta, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio. I capi di imputazione contestati all'ex parlamentare e ai suoi coindagati sono 67. Ora gli indagati potrebbero decidere di farsi interrogare o presentare memorie difensive, dopo di che i pm Giovanni Tarzia e Roberta Amadeo, titolari del fascicolo, decideranno sulla richiesta di rinvio a giudizio.

Le indagini

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nel 2020 Pivetti, legale rappresentante dell'azienda, assieme alla figlia e sua "stretta collaboratrice" Ludovica e al genero Camil Grimaldi, avrebbe consegnato a una società di prodotti farmaceutici 1.780 mascherine di provenienza cinese che avrebbero dovuto essere Ffp2, ma in realtà "del tutto diverse da quelle oggetto del contratto".

E poi, altre 91mila "vendute come commerciabili pur non essendolo" in quanto prive dell'autorizzazione al commercio da parte dell'Inail. Lo stesso vale per moltissime altre consegne a società che avrebbero dovuto poi immettere sul mercato migliaia e migliaia di dispositivi di protezione risultati poi non a norma e senza i requisiti. Tra i destinatari del materiale ‘scadente' anche la Croce Rossa di Pisa o la Regione Toscana. Tra i capi di imputazione spunta poi un episodio di appropriazione indebita di un bonifico per un importo errato accreditato alla società di Pivetti dal Dipartimento della Protezione civile per 5 milioni di mascherine chirurgiche: al posto di un acconto di 1 milione e 320mila euro hanno versato 13 milioni e 200mila. La somma non sarebbe mai stata restituita nonostante le richieste.

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