Inchiesta dossieraggi Equalize, chiesto il processo per 74 indagati: tra le 832 vittime Jacobs, Corona e Britti

Maxi richiesta di rinvio a giudizio della procura di Milano nel filone dei presunti "clienti" di Equalize, l'agenzia investigativa finita al centro dell'inchiesta sui dossieraggi illeciti e sugli accessi abusivi alle banche dati delle forze dell'ordine. I pubblici ministeri hanno chiesto il processo per 74 imputati, nell'ambito del secondo filone dell'indagine, che si aggiunge alla prima tranche già avviata nei mesi scorsi.
Tra i nomi figurano Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano e ritenuto dagli inquirenti il promotore dell'associazione per delinquere, l'esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, il banchiere Matteo Arpe, Stefano Speroni, direttore degli Affari legali di Eni, e Leonardo Maria Del Vecchio, indicato come presunto cliente dell'agenzia.
Le persone offese, invece, sono complessivamente 832, presunte vittime di attività di spionaggio illegale. Tra loro compaiono personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e dell'imprenditoria, come Ricky Tognazzi, Alex Britti, Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, Marcell Jacobs, Stefano Boeri e Paolo Scaroni.
Le indagini
L'inchiesta, coordinata dai pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi della procura di Milano, diretta da Marcello Viola, con il supporto del Ros dei carabinieri e della Direzione nazionale antimafia, ha fatto emergere un sistema che, secondo l'accusa, andava ben oltre la sola Equalize. Gli investigatori descrivono una rete di società che si scambiavano informazioni riservate sottratte illecitamente dalle banche dati pubbliche, alimentando un vero e proprio mercato parallelo di dossier.
Tra gli episodi contestati figurano il presunto dossieraggio ai danni del campione olimpico Marcell Jacobs, che secondo i magistrati sarebbe stato commissionato da Giacomo Tortu, e quello che avrebbe riguardato il capo dell'ufficio legale di Eni. Le accuse spaziano dagli accessi abusivi ai sistemi informatici alle intercettazioni illegali, fino a episodi di corruzione finalizzati all'acquisizione di dati riservati.
La posizione del generale della guardia di finanza Cosimo Di Gesù, inizialmente tra gli indagati, è stata trasmessa alla Procura di Roma per competenza territoriale. Sei persone hanno invece raggiunto un accordo con i pm per chiedere il patteggiamento, tra cui Pierfrancesco Barletta, ex socio di minoranza di Equalize ed ex consigliere di amministrazione di Leonardo. Barletta, originariamente indagato per due presunti episodi di accesso abusivo a un sistema informatico, risulta estraneo alla richiesta di rinvio a giudizio avendo dimostrato, anche attraverso un interrogatorio, l'infondatezza della prima contestazione. Per quanto riguarda la seconda contestazione, gli inquirenti hanno ritenuto di operare una derubricazione in "tentativo" di accesso abusivo a sistema informatico. Per quest'ultima ipotesi, è stato raggiunto un accordo con la procura per definire la posizione di Barletta con l'applicazione di una pena pecuniaria.
La nuova richiesta di rinvio a giudizio sarà ora riunita alla prima tranche, già relativa a 13 imputati. L'udienza preliminare davanti al gup dovrebbe prendere il via nel mese di ottobre.