Inchiesta dossieraggi Equalize, nuove società indagate: tra loro Eni, Luxottica, Barilla, Erg e Heineken

Eni, Luxottica, Barilla, Erg e Heineken. Ma anche studi legali e agenzie investigative. Sono circa una ventina le società che oggi, martedì 19 maggio, sono state iscritte per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti dalla procura di Milano nell'inchiesta sui presunti dossieraggi del caso Equalize.
I nomi di tali società erano già comparsi negli atti della maxi inchiesta (chiuso il secondo filone sui cosiddetti "clienti" ad aprile) perché manager, dirigenti, responsabili o ex sono indagati per concorso negli accessi abusivi contestati al gruppo dell'agenzia investigativa Equalize, con a capo, secondo l'accusa, Enrico Pazzali.
Nel frattempo, secondo quanto appreso, sarebbero in corso anche acquisizioni di documenti nelle stesse società inerenti i modelli organizzativi e, in particolare, sulla prevenzione dei reati informatici.
Le nuove società indagate
Tra le società che stanno ricevendo informazioni di garanzia e "obiettivi" delle acquisizioni di documenti da parte degli investigatori, figurano anche Number1, colosso della logistica, la stessa Equalize, gli studi legali Dentons e Dla Piper, la Fenice spa, società dell'immobiliarista Lorenzo Sbraccia (tra gli indagati), Mercury, società dell'esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, uno dei principali indagati nella maxi inchiesta e che ha collaborato alle indagini. Poi, la Neis di Vincenzo De Marzio, ex carabiniere e uno dei presunti ‘collaboratori esterni' delle cosiddette "cyber spie" del gruppo di via Pattari. E ancora la Skp Investigazioni e la Skp Sicurezza.
La maggior parte di tali società sono state iscritte perché alcuni loro responsabili o ex avrebbero chiesto agli uomini di Equalize di effettuare accessi abusivi a banche dati strategiche nell'interesse delle stesse società. In relazione ai casi Erg e Heineken, infatti, i pm hanno indagato alcuni manager per presunti episodi di accessi abusivi su dipendenti e per quanto riguarda Barilla, invece, la vicenda avrebbe riguardato un giornalista.
Il capitolo su Eni e in parte anche su Dentons è relativo, invece, alla posizione del direttore affari legali Stefano Speroni, che è uno degli 81 indagati che figurano nell'avviso di conclusione delle indagini notificato lo scorso 9 aprile e con 102 capi di imputazione. Tra l'altro, la posizione di uno degli indagati, il generale della Gdf Cosimo Di Gesù, è stata già trasmessa a Roma per competenza territoriale su richiesta della difesa e degli stessi pm. Tuttavia, sulle iscrizioni delle società per la legge 231 del 2001, da quanto si è appreso, incomberebbe il rischio di prescrizione.
Nel frattempo, il primo filone dell'inchiesta sempre a carico di Pazzali e di altri 12 (oltre 200 le imputazioni), accusati anche di associazione per delinquere, è già arrivato a richiesta di processo e con l'udienza preliminare che dovrebbe essere fissata a settembre.