Investe e uccide Matteo Barone sulle strisce pedonali a Milano, poliziotto patteggia 2 anni per omicidio stradale

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Matteo Barone
Matteo Barone era stato investito e ucciso il 6 settembre dello scorso anno mentre attraversava via Porpora sulle strisce pedonali a Milano. Alla guida dell’auto c’era il poliziotto Giusto Chiacchio, risultato positivo all’alcoltest. Oggi ha patteggiato 2 anni per omicidio stradale.

Ha patteggiato 2 anni di reclusione per omicidio stradale, con pena sospesa e ritiro della patente per un anno, Giusto Chiacchio, il poliziotto di 26 anni che il 6 settembre dello scorso anno aveva investito e ucciso Matteo Barone lungo viale Porpora a Milano. La richiesta di patteggiamento era stata concordata con la pm Grazia Colacicco ed è stata accolta dalla giudice dell'udienza preliminare Maria Idria Gurgo di Castelmenardo del Tribunale di Milano. "È vergognoso", ha commentato la madre di Barone, assistita dal legale Domenico Musicco, il quale ha aggiunto: "Oggi è una triste pagina per la giustizia italiana, sentenze di questo tipo fanno male e non rendono giustizia per reati così gravi".

L'incidente in via Porpora

L'incidente era avvenuto all'alba del 6 settembre 2025 in via Porpora, all'angolo con via Adelchi, nel quartiere Casoretto-Lambrate. Poco prima delle 6 del mattino, Barone stava attraversando sulle strisce pedonali per tornare a casa, quando un'auto lo ha travolto. Alla guida della vettura c'era Chiacchio, agente di polizia in forze al commissariato Garibaldi-Venezia che in quel momento era libero dal servizio. Dopo lo schianto, il 26enne aveva chiamato i soccorsi ed era stato trasportato anche lui in ospedale per accertamenti. Da lì, però, si era allontanato, per poi tornare sul posto tre ore più tardi.

Sottoposto all'alcoltest, Chiacchio era risultato positivo con 0,63 grammi di alcol per litro di sangue. Il 26enne era stato quindi tratto in arresto per omicidio stradale aggravato e condotto in carcere a Bollate. Dopo l'interrogatorio con il gip del Tribunale, era stato scarcerato nonostante il parere contrario del pm di turno.

Il patteggiamento a 2 anni di reclusione

Difeso dall'avvocato Giuseppe Delalla, Chiacchio avrebbe ammesso le sue responsabilità e iniziato a risarcire i familiari di Barone per il danno. In accorso con la pm Colacicco, è stata avanzata la richiesta di patteggiamento per omicidio stradale. La pena di partenza era di 4 anni e 6 mesi di reclusione, poi dimezzata per effetto delle attenuanti generiche e ancora ridotta per lo sconto dovuto al rito alternativo. La richiesta è stata accolta questa mattina, giovedì 17 settembre, dalla gup di Milano che ha sospeso la pena e disposto il ritiro della patente per un anno.

"È vergognoso", ha commentato la madre di Barone, il 25enne originario di Siena che a Milano sognava di sfondare nel mondo della musica. "Sentenze di questo tipo fanno male e non rendono giustizia per reati così gravi", ha dichiarato l'avvocato Domenico Musicco che rappresenta la donna, "Sono molto deluso, così si svilisce la vita umana e non si dà un segnale della presenza dello Stato". Anche l'avvocato Delalla ha commentato la sentenza: "In casi come questi è difficilissimo parlare di una pena giusta. Soprattutto al cospetto del dolore dei familiari. Esiste tuttavia una pena legale proposta dalla difesa condivisa dal pm ratificata dal gup. E così è stato".

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