Investe e uccide Luisa Spreafico a Galbiate: automobilista 72enne patteggia 4 anni, archiviato il marito
Ha patteggiato a 4 anni di reclusione la 72enne che il 24 maggio del 2024 ha investito con la sua auto Luisa Emilia Spreafico a Galbiate (in provincia di Lecco). La 69enne era poi deceduta due giorni dopo in ospedale per le gravi ferite riportate nell'incidente. È stata archiviata, invece, la posizione del marito della 72enne, in quanto non imputabile per favoreggiamento considerato il legame familiare con l'imputata, e rimane aperto il procedimento per tre dipendenti della Provincia di Lecco accusati di mancanza manutenzione della strada. Per loro è stato chiesto il rinvio a giudizio.
La mattina del 24 giugno 2024 Spreafico stava tornando a casa a Malgrate camminando lungo la strada provinciale 58, quando è stata investita. La 69enne era molto conosciuta in zona, in quanto presidentessa del Movimento Terza Età e attiva in parrocchia. Alcuni passanti l'avevano notata riversa a terra oltre il guardrail e avevano chiamato i soccorsi. Trasportata all'ospedale Manzoni di lecco, Spreafico era stata sottoposta a un intervento chirurgico, ma le lesioni riportate erano troppo gravi e il 26 giugno 2024 è deceduta.
A processo per omicidio stradale, omissione di soccorso e fuga ci è finita una 72enne di Ello. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, la donna dopo aver travolto Spreafico era tornata a casa, per poi ripresentarsi sul luogo dell'incidente con un'altra auto e omettendo il proprio coinvolgimento. Il marito, nel frattempo, avrebbe provato a riparare le ammaccature. Assistita dall'avvocato Luca Marsigli, ha scelto di patteggiare. La prima proposta da 3 anni di reclusione è stata respinta, mentre questa mattina, martedì 8 settembre 2026, il giudice Salvatore Catalano del Tribunale di Lecco ha approvato la condanna a 4 anni. La 72enne sconterà la pena con una misura alternativa, mentre la patente le era già stata revocata. Per quanto riguarda il processo civile, la prossima udienza è stata fissata a dicembre.
Intanto, la sostituta procuratrice Chiara Stoppioni ha chiesto il rinvio a giudizio per tre dipendenti della Provincia di Lecco. Secondo l'accusa, avrebbero mancato nella manutenzione del verde a bordo strada, impedendo a Spreafico di camminare rasente al limite della carreggiata. Si tratta di un dirigente, un capo cantiere e il coordinatore per la sicurezza per la cura del verde di quel tratto.