“Portavo a scuola mia figlia malata”, ma il Tribunale boccia il ricorso per 65 ingressi vietati in Area B a Milano

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Area B Milano (foto da Facebook)
Una donna, multata 65 volte per ingressi illeciti in Area b, si era giustificata sostenendo che dovesse portare la figlia a scuola, ma dalle telecamere si è scoperto che gli orari e i luoghi non corrispondono. Per il Tribunale dovrà pagare.

Aveva chiesto la revoca delle multe "per motivi di salute di mia figlia", per l'accompagnamento a scuola che l'avrebbero costretta a entrare illegittimamente in Area B. Il giudice di pace le aveva dato ragione il 23 ottobre 2024, cancellando tutte le multe tranne la prima. Ma le telecamere la smentiscono. E il Tribunale civile la condanna a pagare tutti i verbali.

Le indagini

La vicenda ha inizio tra il 24 maggio e il il 3 luglio 2023, quando la donna, residente nella zona della periferia della zona nord di Milano, fa ricorso per le violazioni che le sono state attribuite: il risultato? 65 verbali. La donna però non nega. Si giustifica. Sostiene di essere entrata ripetutamente in zona B per accompagnare la figlia malata. Deposita anche un certificato medico firmato dalla pediatra in cui scrive, secondo quanto riportato da Il Giorno: “La bambina è nata prematura affetta da cardiopatia congenita in cura presso il Policlinico. Necessità di abitazione accessibile piano terra o primo piano, per affaticamento a salire le scale e prossimità presso un ospedale”. Il giudice di pace le dà ragione: conferma solo il primo verbale e cancella gli altri 64. Secondo Palazzo Marino però le cose non stanno così. L'avvocato dell'amministrazione presenta ricorso spiegando che le multe non possono essere archiviate come "errori scusabili". Spiega, inoltre, che la segnaletica di divieto è presente in maniera chiara, e la conducente avrebbe dovuto informarsi adeguatamente prima di varcare l'Area B.

Non solo. Mancano anche "i presupposti per l’ipotesi derogatoria al divieto d’accesso prevista dal punto 4 dell’ordinanza sindacale numero 1906 del 2021, in base alla quale, previa registrazione e richiesta entro le ore 24 del giorno successivo, possono accedere in Area B i veicoli utilizzati per il trasporto di persone affette da gravi patologie e malattie rare che richiedono terapie salvavita, certificate dalla struttura sanitaria che eroga la prestazione all’interno del Comune di Milano". In sostanza, anche se la figlia è affetta da patologia cardiaca, il provvedimento non contempla la necessità di accompagnarla a scuola.

L'incompatibilità di giorni e orari

Le verifiche non lasciano spazio ai dubbi. Dagli accertamenti sulle singole contravvenzioni, è emerso che i divieti sono stati violati in luoghi, giorni e orari diversi. Ma non è tutto. Le telecamere hanno identificato gli ingressi nella ztl dalla parte opposta rispetto alla casa della donna: via Baroni, via Ravenna, via Cassinis, via Spezia, via Passo Pordoi, via Sulmona, via Fabio Massimo, via Lodovico il Moro, via dei Missaglia, via dell’Assunta, via della Chiesa Rossa e via San Bernardo. E come se non bastasse, l'auto della conducente è stata sanzionata in orari che non sono compatibili con l'ingresso a scuola della figlia (metà mattinata e primo o tardo pomeriggio).

La decisione del giudice

Secondo il giudice Roberto Pertile "non ricorre nessun motivo di esclusione della responsabilità delle decine di illeciti", che quindi conclude: "l’assoluta distinzione tra le varie condotte, dimostrata tra l’altro dalla pluralità e molteplicità dei varchi e degli orari in cui furono commessi gli illeciti, esclude in radice l’applicabilità del cumulo formale: a ciascuna violazione deve perciò corrispondere la sanzione di legge".

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