C'è anche il nome di Matteo Salvini (che non è indagato) nelle carte dell'inchiesta sulla presunta compravendita gonfiata di un immobile da parte della Lombardia film commission, ente partecipato dalla Regione Lombardia. Dopo l'arresto di tre commercialisti coinvolti nella vicenda, tutti vicini al Carroccio, Salvini aveva subito preso posizione, dicendo di conoscere due degli arrestati: "Sono oneste e dubito che abbiano fatto qualcosa di sbagliato", ha detto l'ex ministro dell'Interno aggiungendo di essere "tranquillissimo" e di avere "piena fiducia nei pm". Potrebbe dunque essere del tutto normale la partecipazione del segretario della Lega a una cena organizzata a fine maggio con il senatore Roberto Calderoli, il commercialista Stefano Borghesi e l'altro commercialista Andrea Manzoni, di cui c'è traccia nelle carte dell'inchiesta.

Proprio Manzoni è una delle quattro persone che, due giorni fa, è finito ai domiciliari su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Milano Guido Fanales. Per il gip c'è il rischio che lui e gli altri arrestati – i commercialisti Michele Scillieri e Alberto Di Rubba, ex presidente della Lombardia film commission ai tempi della presunta compravendita gonfiata dell'immobile a Cormano, nel Milanese, e il cognato di Scillieri, Fabio Barbarossa – commettano delitti della stessa specie. Ossia peculato, turbata libertà nella scelta del contraente e sottrazione fraudolenta di pagamento delle imposte.

Prima della cena tra gli indagati c'erano preoccupazioni

Non si sa di cosa si sia discusso durante la cena, avvenuta a Roma tra il 26 e il 27 maggio scorsi. Ma secondo quanto riporta Sandro Riccardis sul quotidiano "la Repubblica" gli inquirenti avrebbero registrato la preoccupazione tra gli indagati nei giorni precedenti a quella cena, timori legati ad alcune contestazioni ricevute dal direttore di una filiale di banca, l'genzia Ubi di Seriate, per alcune operazioni sospette che sarebbero legate ai commercialisti vicini al Carroccio e che il direttore, amico di uno degli indagati (Di Rubba), non aveva segnalato a Bankitalia. Si tratta di un punto fondamentale nell'inchiesta sul caso Lombardia film commission, che potrebbe legare la vicenda a un'altra, quella dei "fondi della Lega", su cui indaga la procura di Genova. Gli inquirenti infatti stanno verificando il collegamento tra l’operazione immobiliare di Cormano e alcuni conti aperti dai commercialisti vicini al partito e indagati. Collegamento che però Salvini ha più volte negato.