Le amiche di Pamela Genini: “Francesco Dolci era invadente, lo chiamavamo psycho”

Francesco Dolci e Pamela Genini si sono conosciuti il 5 novembre 2019 nella casa dell'imprenditore, che si trova a Sant'Omobono (Bergamo). Si sono incontrati durante il compleanno di Nicole, un'amica della giovane.
Dolci è oggi indagato per il villipendio e l'occultamento del cadavere proprio di Genini, che era stata seppellita nel cimitero di Strozza. La giovane è stata uccisa a ottobre 2025 con decine e decine di coltellate dall'ex Gianluca Soncin, che attualmente si trova in carcere. L'ha ammazzata nel suo appartamento nel quartiere Gorla a Milano.
Quella sera, prima di essere assassinata, Genini stava messaggiando proprio con Dolci. A lui ha chiesto aiuto ed è stato lui a lanciar l'allarme. Da quel giorno, Dolci si è sempre presentato come l'ex di Pamela.
Per gli inquirenti però sembrerebbe che la relazione tra i due fosse più una fantasia dell'uomo, che realtà. Dopo il femminicidio, Dolci è stato per settimane al centro delle cronache prima come ex che ha provato a salvarla, poi perché voleva tenere con sé il cagnolino di Pamela, di cui si è preso cura fin da subito e che invece la madre voleva adottare. Tra ospitate televisive e litigi, alla fine il cane è andato alla donna che se ne prende cura insieme ad Andrea Lunghi, l'ex di Pamela che le ha regalato proprio il cagnolino.
Per mesi poi sulla vicenda è calato il silenzio salvo poi riaccendersi con la macabra scoperta della profanazione del cadavere e il furto della testa di Genini. Dolci ha sempre sostenuto di non c'entrare nulla con l'accaduto. O meglio ha inizialmente affermato di essere stato minacciato fin da dopo il femminicidio, successivamente ha sostenuto che dietro la profanazione ci fossero intessi economici, che Pamela fosse finita in un brutto giro.
Gli inquirenti però non avrebbero trovato alcun riscontro. È andato decine di volte dai carabinieri (si contano 26 denunce tra gennaio e aprile), sia per le presunte aggressioni sia per mostrare le fotografie del loculo e sottolineare anomalie.
Dopo giorni di investigazioni, gli inquirenti hanno deciso di iscrivere proprio lui nel registro degli indagati con l'accusa di aver profanato la tomba e aver rubato la testa. Sembrerebbe che proprio la sua attenzione ai dettagli abbiano insospettito gli inquirenti.
In particolare, si sono domandati perché abbia aspettato dieci giorni (lo avrebbe fatto solo il 5 aprile) dalla notizia della profanazione (26 marzo) per evidenziare anomalie alla rondella, al tassello del loculo o per fare riferimento a una macchia scura sulla parte superiore della lastra provvisoria.
C'è un altro aspetto: il personale che ha installato la lastra, sostiene di non avere notato la macchia. Per gli inquirenti però se ne sarebbe potuto accorgere solo chi ha provveduto a eseguire il lavoro.
Dolci si difende sostenendo di non essersi accorto di nulla, ma di avere notato le anomalie solo il sabato prima di Pasqua. Quel giorno ha quindi chiamato i carabinieri, che gli hanno detto di presentarsi in caserma il giorno successivo.
C'è poi la questione filmati. Le telecamere del cimitero riprendono Dolci il 16, il 18, il 20, il 21 e il 23 marzo. La notizia della profanazione è trapelata solo il 26. Il 20 avrebbe portato un cero bianco, il 21 si sarebbe presentato con la madre. Il 23 si sarebbe chinato proprio a guardare la parte superiore e l'angolo in basso a destra. Per Dolci, però sono solo suggestioni dei carabinieri.
Il 16 e il 18 marzo si sarebbe avvicinato solo al cancello probabilmente – per gli inquirenti – per un sopralluogo e la paura di essere stato scoperto.
Subito dopo l'iscrizione al registro degli indagati, sono state disposte perquisizioni in case e in diversi ettari di terreno. Della testa però non ci sono tracce. Le ricerche sono state sospese, ma gli inquirenti adesso hanno potuto sequestrare i due cellulari di Dolci, sui quali il 3 giugno verranno fatte copia forense.
Intanto, proprio amici ed ex fidanzati di Genini, hanno fornito ulteriori dettagli sul rapporto tra Dolci e Pamela. I racconti dimostrano un'ossessione dell'uomo.
Nello stesso anno in cui Dolci ha conosciuto Pamela, la ragazza ha conosciuto anche Andrea Lunghi. A marzo 2020, come ha riportato il quotidiano Il Corriere della Sera, è andata a vivere con lui. Proprio Lunghi ha raccontato ai carabinieri che Dolci li pedinava e fotografava, che stava per ore sotto casa o sotto all'ufficio e, qualche volta, sarebbe rimasto per ore in auto.
Dolci ha smentito di essere andato sotto al suo ufficio e ha chiesto agli inquirenti perché allora non lo abbia mai denunciato. Lunghi sostiene che sia stata Pamela a impedirglielo. Dolci ha poi precisato di essersi recato diverse volte da Pamela, ma solo perché preoccupato dalle sue frequentazioni. Lunghi ha riferito che, a un certo punto, sarebbero apparsi manifesti nell'ascensore del suo condominio con su scritto "Andrea Lunghi è un delinquente". Avrebbe anche ricevuto telefonate da numeri sconosciuti.
Dolci, nel frattempo, avrebbe parlato male di Lunghi ai familiari di Genini, che gli avevano creduto e si erano rivolti a un investigatore privato.
Oltre ai due uomini, gli investigatori hanno ascoltato le amiche di Genini che hanno confermato come Dolci fosse invadente con le conoscenze maschili. Lo avevano inoltre soprannominato Psycho e stalker.