Fermate le ricerche della testa di Pamela Genini nei terreni, ora le indagini mirano al telefono di Dolci

Le ricerche della testa di Pamela di Genini sono state, al momento, sospese. O meglio, la Procura ha deciso di interrompere le attività delle unità cinofile e degli speleologi attive nelle settimane scorse nei terreni di Francesco Dolci, l'unico indagato (a piede libero) nell'inchiesta per vilipendio di cadavere e furto della testa, e nelle aree rurali circostanti e lungo i sentieri che portano al santuario della Madonna di Cornabusa, in provincia di Bergamo.
Come spiegato a Fanpage.it da fonti investigative, questa decisione arriva dopo aver controllato tutte le aree "cerchiate in rosso", quelle cioè in cui si pensava di poter trovare qualcosa in base agli ultimi sviluppi di indagini. Ma nonostante giorni e giorni di ricerche, con tecnici e esperti nel ritrovamento di cadavere (o, in questo caso, di parti di esso) non è stato trovato niente. Ma è stato assicurato che, nonostante questo, si andrà avanti nelle indagini.
Come confermato a Fanpage.it sempre da fonti investigative, nei giorni scorsi il giudice ha rigettato la richiesta di incidente probatorio, solo durante il quale la difesa avrebbe voluto permettere l'acquisizione del contenuto dei telefonini di Dolci. La Procura quindi ora ha il via libera per poter mettere mano sui dispositivi dell'indagato, controlli che avverranno a partire dal 3 giugno, "subito dopo il ponte della festa della Repubblica". Si partirà dall‘analisi del geolocalizzatore, per poi passare in rassegna tutti gli altri punti chiave. Stando a quanto si apprende, la difesa di Dolci non esclude di presentare ricorso contro quest'istanza rigettata.
Intanto domani, venerdì 29 maggio, si terrà l‘udienza di Riesame programmato dopo il ricorso presentato dall'avvocata di Dolci, Eleonora Prandi, con cui contestava di fatto la perquisizione e i sequestri effettuati dai carabinieri in casa di Dolci, a Sant’Omobono Terme (Bergamo).