Stava scappando in Brasile: per questo motivo la procura di Milano ha disposto il fermo per Luca Sostegni, accusato di peculato ed estorsione per la vicenda della compravendita di un capannone a Cormano finito alla fondazione Lombardia film commission. Una vicenda che rientra in quella, più ampia, legata alla cosiddetta inchiesta sui "fondi della Lega": quei 49 milioni di denaro pubblico, sotto forma di rimborsi elettorali, di cui il partito si è illecitamente appropriato e che sono stati definitivamente confiscati dallo Stato la scorsa estate dopo una sentenza della Cassazione.

L'immobile a Cormano rivenduto al doppio del prezzo

Un fiume di denaro che si sarebbe "perso" in mille rivoli. Uno di questi porta proprio a Cormano, dove nel 2017 un immobile sarebbe stato acquistato da una società, l’Immobiliare Andromeda srl, a 400mila euro e poi a inizio del 2018 sarebbe stato rivenduto al doppio del prezzo, 800mila euro, alla Lombardia film commission, fondazione a partecipazione pubblica (i soci sono Regione e Comune di Milano) che si occupa di promuovere e sviluppare progetti cinematografici sul suolo lombardo e ha sede proprio a Cormano. All'epoca, a capo dell’ente lombardo c’era Alberto Di Rubba, commercialista bergamasco revisore contabile della Lega e collaboratore del tesoriere Giulio Centemero, che risulta indagato per presunti finanziamenti illeciti dalle procure di Roma (per una vicenda che coinvolge il costruttore Luca Parnasi) e Milano (per un presunto finanziamento illecito da parte del defunto patron di Esselunga, Bernardo Caprotti.

Chi è il fermato

Sostegni è il liquidatore della società – la Paloschi srl, oggi cancellata – che ha venduto all'immobiliare Andromeda il capannone di Cormano finito sotto la lente degli investigatori della Uif, l’unità finanziaria della Banca d’Italia, che stanno cercando di documentare tutto il passaggio di soldi dalle casse della Lega a società riconducibili a uomini vicino al partito, anche attraverso una rogatoria in Svizzera, come emerso ultimamente. L'uomo è accusato di peculato relativamente ai fondi pubblici della Regione con cui sarebbe stato comprato il capannone a prezzo gonfiato, ed estorsione perché avrebbe chiesto soldi in cambio del silenzio sulla vicenda in questione. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco, vede indagati oltre a Sostegni anche tre commercialisti, tra cui Di Rubba. La procura ha spiegato che il fermo si è reso necessario perché l'indagato era in fuga verso il Sudamerica: da qui il provvedimento, eseguito dal nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Milano.