Un avviso di ricerca immobiliare costruito "ad hoc" sulle caratteristiche del capannone di Cormano, nel Milanese, poi venduto per 800mila euro a Lombardia Film Commission. Denaro al presunto prestanome, Luca Sostegni, arrestato due giorni fa mentre cercava di fuggire in Brasile, che aveva chiesto 50mila euro in cambio del suo "silenzio" sull'operazione di compravendita finita in uno dei filoni dell'inchiesta sui "fondi della Lega". Sono alcuni dei dettagli che emergono dalle carte degli inquirenti che indagano per l'ipotesi di reato di "turbata libertà del procedimento di scelta del contraente" contestata, tra gli altri, all'ex presidente della fondazione Alberto Di Rubba e al commercialista vicino alla Lega, Michele Scillieri.

Perquisizioni della guardia di finanza nella sede di Lombardia Film Commission

Le operazioni della guardia di finanza di Milano sono proseguite dopo il fermo di Sostegni con perquisizioni e acquisizioni di documenti nella sede della Lombardia Film Commission. Al centro delle indagini c'è il capannone di Cormano che nel 2017 sarebbe stato acquistato da una società, l’Immobiliare Andromeda srl, a 400mila euro e poi a inizio del 2018 sarebbe stato rivenduto al doppio del prezzo, 800mila euro, alla fondazione a partecipazione pubblica (i soci sono Regione e Comune di Milano) che si occupa di promuovere e sviluppare progetti cinematografici sul suolo lombardo. Sostegni era liquidatore della società Paloschi srl, che avrebbe venduto in origine l'immobile ad Andromeda.

L'operazione immobiliare, che risale all'epoca della giunta di Roberto Maroni a Palazzo Lombardia, era già finita al centro di alcune inchieste de ‘l'Espresso', che collegava la compravendita a società vicine al tesoriere della Lega, Giulio Centemero – non coinvolto in questa vicenda, ma indagato per presunti finanziamenti illeciti dalle procure di Roma (per una vicenda che coinvolge il costruttore Luca Parnasi) e Milano (per un presunto finanziamento illecito da parte del defunto patron di Esselunga, Bernardo Caprotti.

Sostegni voleva 50mila euro in cambio del "silenzio" sull'operazione

Stando a quanto emerge dalle carte dell'inchiesta, Sostegni è indagato anche per estorsione nei confronti di Scilleri, Manzoni e Di Rubba, che aveva ricattato pretendendo la somma di 50mila euro in cambio del suo silenzio. In caso contrario, minacciava di raccontare tutto ai giornali. Al presunto prestanome sarebbero però stati consegnati 5mila euro in contanti con la promessa di ricevere 1.000 euro ogni 20 giorni.