Trasferimenti di denaro verso la Svizzera attraverso strutture societarie "complesse", messe in piedi dai commercialisti vicini alla Lega Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, ex revisori contabili del partito.

Le indagini della Procura di Milano sui fondi del Carroccio, condotte in parallelo con quelle di Bergamo e Genova, proseguono seguendo il filo che collega la vendita ritenuta a prezzi gonfiati di un immobile di Lombardia Film Commission a Cormano, nel Milanese, a conti finiti anche nel mirino di Bankitalia con segnalazioni di operazioni sospette.

Figura centrale nell'inchiesta rimane quella di Luca Sostegni, fermato a luglio mentre cercava di andare all'estero, ritenuto il prestanome nell'affare della vendita del capannone di Cormano all'ente pubblico (partecipato da Regione Lombardia e Comune di Milano), che lo pagò 800mila mentre pochi mesi prima era stato comprato per la metà.

Nell'inchiesta della guardia di finanza, coordinata dal procuratore Eugenio Fusco e dal pm Stefano Civardi, sono indagati per "turbata libertà del procedimento di scelta del contraente" tra gli altri l’ex presidente della fondazione Alberto Di Rubba e i commercialisti Andrea Manzoni e Michele Scillieri. I primi due in passato sono stati revisori contabili della Lega. Il terzo è il titolare dello studio in cui a fine 2107 è stato registrato il movimento “Lega per Salvini premier”.

Sostegni era invece il liquidatore della società Paloschi srl, che avrebbe venduto in origine il capannone all'immobiliare Andromeda, che poi lo ha rivenduto a prezzo ritenuto "gonfiato" a Lombardia Film Commission. È indagato anche per aver preteso la somma di 50mila euro in cambio del suo silenzio, minacciando di svelare tutta l'operazione ai giornali.

Sostegni, che sta collaborando con gli inquirenti, sarà sentito di nuovo nei prossimi giorni. Intanto l'attenzione della Procura è anche sulle segnalazioni di operazioni sospette da parte dell'Unità di Informazione Finanziaria di Bankitalia, relative a somme arrivate sui conti di società riconducibili a Di Rubba e Manzoni presso una banca a Seriate (Bergamo).

Su questi conti sarebbe arrivata, secondo l'ipotesi degli investigatori, una parte di quegli 800mila euro del prezzo della vendita gonfiata, ma anche soldi della Lega con operazioni di pagamento di consulenze a favore dei professionisti. Resta da capire se questi soldi siano stati poi dirottati altrove, e in particolare all'estero, per andare ad arricchire presunti ‘fondi neri'. Per questo è stata chiesta una rogatoria alla Svizzera.