Il sindaco di Sesto San Giovanni spiega come funzionano la “ronde istituzioni”, l’opposizione: “Sono un pericolo”

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La giunta comunale di Sesto San Giovanni (Milano) ha approvato le linee guida per avviare il servizio “street tutor”: gruppi di volontari che, coordinati dalla polizia locale, presidieranno il territorio. Il sindaco Roberto Di Stefano ha spiegato a Fanpage.it come funzionerà il progetto, che potrebbe partire già a gennaio. Michele Foggetta (Avs) ha commentato: “Sappiamo come vanno a finire queste cose, rischiano di fare ancora più danni”.

La giunta comunale di Sesto San Giovanni, nell'hinterland di Milano, ha approvato le linee guida che porteranno all'istituzione del servizio "street tutor" per le vie della città. Come ha spiegato il sindaco Roberto Di Stefano (Lega) a Fanpage.it, si tratta di un'iniziativa che "coinvolgerà cittadini volontari, che saranno affiancati da associazioni che già si occupano di sicurezza e che saranno coordinati dalla polizia locale". In sostanza, gruppi di circa 20 persone cammineranno di notte tra le zone più delicate e, in caso di emergenza, dovranno avvisare le forze dell'ordine. "Nessuno dovrà pensare di potersi sostituire alle forze dell'ordine", ha affermato Di Stefano.

Critica l'opposizione: "Non pensiamo sia la strada giusta, bisogna intervenire sulla prevenzione", ha dichiarato a Fanpage.it Michele Foggetta, capogruppo per Alleanza Verdi Sinistra a Sesto, "organizzare squadre di 20 persone che vanno in giro per la città può servire solo per qualche post su Facebook".

Di Stefano: "Non mandiamo cittadini a picchiare i delinquenti"

Ad oggi, del servizio street tutor sono state approvare solo le linee guida, ma il progetto è pronto a partire. La giunta ha approvato una spesa massima di 25mila euro per il 2026. "I fondi serviranno per l'acquisto del materiale, come le pettorine, l'organizzazione della formazione e la polizza assicurativa per i volontari", ha spiegato Di Stefano. I volontari che parteciperanno alle "uscite" saranno individuati tramite avviso pubblico. Questi dovranno seguire 40 ore di corsi tenuti dalla polizia locale, nei quali verrà illustrato loro come dovranno comportarsi e come dovranno agire in caso di emergenza. "Nessuno deve pensare di potersi sostituire alle forze dell'ordine", ha sottolineato il sindaco, "l'obiettivo non è mandare cittadini allo sbaraglio a picchiare i delinquenti".

L'idea sarebbe quella, quindi, di "istituzionalizzare un presidio del territorio coinvolgendo i cittadini", ha detto ancora Di Stefano, "prima che a loro stessi venga in mente di organizzarsi senza avere competenze, esperienza e sangue freddo. Non vogliamo mettere in strada ragazzi sprovveduti, che poi rischiano solo di peggiorare la situazione". Il riferimento è diretto a quanto accaduto lo scorso 16 settembre a Rozzano, con un 24enne che sarebbe stato percosso e insultato dalla folla radunata in una ronda non autorizzata perché ritenuto responsabile dell'aggressione ai danni di una donna.

Come funzioneranno le "uscite" degli street tutor

"Capisco che i cittadini vogliano scendere in piazza, ma il mio obiettivo è tutelarli", ha affermato il sindaco: le "uscite" saranno programmate e coordinate dalla polizia locale, "non esiste che dicano ‘stasera non abbiamo niente da fare, scendiamo in strada', non funziona così; i gruppi saranno composti da circa 20 persone, "mi hanno spiegato che bisogna essere in tanti per scoraggiare un'aggressione"; i volontari saranno affiancati da associazioni che già si occupa di sicurezza, "come i City Angels che già svolgono attività di presidio del territorio e hanno la capacità di gestire le emergenze". Nel caso in cui il gruppo dovesse incrociare, ad esempio, un borseggiatore, non potranno in alcun modo intervenire, se non allertando le forze dell'ordine.

Di Stefano ha assicurato che durante la formazione verranno escluse persone con precedenti penali e chi "pensa di andare a menare delinquenti per strada". I nominativi verranno poi comunicati in Prefettura e in Questura. Le "uscite" si dedicheranno soprattutto alle zone "critiche", come nei pressi della stazione ferroviaria, quelle metropolitane, nei parchi e nei giardini. Le prime 40 ore di formazione dovrebbero concludersi a dicembre e i primi gruppi dovrebbero già scendere in strada a gennaio.

Foggetta: "È una provocazione, sappiamo che vanno a finire queste cose"

"Non pensiamo sia la strada giusta", ha dichiarato Michele Foggetta a Fanpage.it, "abbiamo già visto come vanno a finire queste cose, anche quando iniziano con le migliori intenzioni". Secondo il capogruppo di Avs in Consiglio comunale, l'iniziativa street tutor sarebbe "solo un lavoro di provocazione, una risposta che rischia di fare ancora più danni, di creare altro conflitto nelle nostre piazze". Per l'opposizione, i dubbi sono anche su quelli che saranno i criteri di scelta dei volontari e come nel concreto poi si muoveranno.

Foggetta ha ricordato di aver chiesto due volte una commissione a tema sicurezza in Consiglio comunale: "La prima volta la maggioranza e la giunta ci hanno assicurato che non esisteva un problema sicurezza. La seconda c'è stata in pratica una dichiarazione di resa, dicendo che la situazione ormai è questa e non possono farci niente". Il capogruppo di Avs ha riportato poi le parole dette da Luca Nisco, assessore alla Sicurezza: "Ci ha detto che il problema sicurezza è dovuto al fatto che siamo vicino a Milano, che ci sono tanti extracomunitari e che i giovani non hanno rispetto per la divisa. Ora, la vicinanza a Milano non è risolvibile, ma si può lavorare su prevenzione e servizi sociali. Per il 2026 hanno stanziato 500 euro per le politiche giovanili. Dicono che lavorano sui bandi, come fanno tutti, ma intanto approvano 25mila euro per queste uscite. È una vergogna".

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