Nuovo stadio di San Siro

Perché la partita per il nuovo stadio di Milano non è ancora finita: i ricorsi e l’inchiesta della Procura

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La facciata del nuovo stadio con il logo di Generali
Inter e Milan hanno presentato il progetto del nuovo stadio di Milano che sorgerà a San Siro accanto al “Meazza”, che a sua volta verrà abbattuto. Prima dell’inizio dei lavori, attesto per l’estate 2027, ci sono ancora diversi fronti aperti, come i ricorsi delle associazioni in Consiglio di Stato e l’esito delle indagini della Procura sulla vendita della Gfu.

A San Siro la partita per lo stadio non è ancora finita. La presentazione del nuovo impianto "Generali Stadium" celebrata al Castello Sforzesco ieri sera, giovedì 29 ottobre, sembrava poter essere il triplice fischio finale dei 90 minuti, ma in realtà ci sono ancora i due tempi supplementari da giocare. Il primo riguarda i ricorsi che sono stati bocciati dal Tribunale amministrativo regionale, ma che ora saranno esaminati dal Consiglio di Stato. Mentre il secondo sarà dominato dagli sviluppi dell'inchiesta per turbativa d'asta e rivelazione di segreti d'ufficio aperta dalla Procura di Milano la scorsa primavera. E chissà che al termine di questi 120 minuti non si arrivi ai rigori, ovvero ad annullamenti o modiche degli accordi e un eventuale processo. Chi conosce il calcio lo sa: i rigori possono proseguire a oltranza, fino a che una delle due parti non avrà la meglio.

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Il render del nuovo stadio di Inter e Milan

I ricorsi e il Consiglio di Stato

Il Tar della Lombardia nell'udienza andata in scena lo scorso 23 giugno ha bocciato i cinque ricorsi presentati tra il 2019 e il 2025 contro la vendita dello stadio "G. Meazza" e dei terreni circostanti della Grande funzione urbana (Gfu) San Siro alle proprietà di Inter e Milan. In particolare, quattro sono stati giudicati "inammissibili" e solo uno è stato respinto nel merito.

Come spiegato nelle motivazioni pubblicate a inizio ottobre, i quattro ricorsi presentati da associazioni come Gruppo Verde San Siro, Comitato Coordinamento Sn Siro, Generazioni Future Milano-Movimento per i beni comuni, il Comitato Sì Meazza e Rete dei comitati sono stati ritenuti "inammissibili" in quanto ci sarebbe "incertezza assoluta sulle persone della domanda". In sostanza, non sono stati presi in considerazione poiché non si sa bene chi sia stato a depositare e firmare quei ricorsi.

L'unico che è stato respinto nel merito è quello presentato da Enrico Fedrighini, consigliere comunale del Gruppo misto. Secondo i giudici, non sarebbe dimostrata l'ipotesi di una "violazione delle norme regolamentari" relativa alla vendita della Gfu San Siro. Come spiegato dallo stesso Fedrighini, il Consiglio di Stato ha fissato per il 4 maggio 2027 l'udienza sulle delibere che hanno portato alla vendita dello stadio. Secondo il consigliere comunale, sarebbe importante bloccare la Valutazione ambientale strategica (Vas) "affinché venga presentato un progetto complessivo comprendente anche la fondamentale Valutazione di impatto sanitario (Vis)" che tratti i rischi legati anche alle polveri che saranno generate dalla demolizione del "Meazza".

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Lo stadio 'Giuseppe Meazza' di San Siro

L'inchiesta della Procura

Intanto, si attende anche la chiusura delle indagini della Procura di Milano che ha ipotizzato i reati di turbativa d'asta e rivelazione di segreti d'ufficio. Secondo gli inquirenti, i pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, dal 2019 fino all'Avviso pubblico del 24 marzo 2025 il Comune di Milano avrebbe favorito Inter e Milan predisponendo "in modo sartoriale" i vari passaggi procedurali allo scopo di "allontanare o dissuadere potenziali offerenti diversi da quelli prediletti".

Nell'inchiesta, che vede nove persone indagate tra cui Christian Malangone, direttore generale del Comune di Milano, si parla di costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebiti" che avrebbero "turbato il procedimento amministrativo" che ha portato alla "determinazione del contenuto dell'Avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse" relative alla vendita dello stadio "Meazza". Dirigenti del Comune di Milano avrebbero, dunque, anticipato bozze di delibere e altra documentazione ai rappresentati di Inter e Milan per poi modificarli secondo le loro indicazioni.

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Gli ingressi a forma di diamante

I possibili sviluppi

L'esito dell'udienza del Consiglio di Stato in programma per il 4 maggio 2027 è imprevedibile e non è escluso che possa portare a rallentamenti nelle procedure che farebbero slittare l'inizio dei lavori, previsto per l'estate del 2027. L'iter per la costruzione del nuovo impianto è già stringente, con l'inaugurazione attesa per la stagione 2031-2032 in tempo per gli Europei del 2032 e un rinvio potrebbe compromettere l'intero progetto.

L'indagine della Procura, invece, potrebbe portare a misure cautelari che bloccherebbero tutto ancora una volta. Gli stessi club nella delibera approvata il 17 settembre 2025 dalla Giunta avevano fatto inserire la richiesta dell'inserimento di una sorta di "regime di protezione". In sostanza, se un'indagine aperta nei primi 9 mesi dalla stipula del contratto di vendita dovesse in qualche modo impedire l'inizio dei lavori nei termini concordati, le parti si devono incontrare e valutare come salvaguardare il progetto. è possibile che si arrivi alla "risoluzione consensuale del progetto".

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