Bocciati i ricorsi sulla vendita dello stadio di San Siro, cosa succede ora: progetto, permessi e inizio dei lavori
Con la sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia pubblicata ieri, martedì 6 ottobre, Inter, Milan e lo stesso Comune di Milano hanno potuto tirare un primo sospiro di sollievo. I giudici, infatti, hanno bocciato i cinque ricorsi presentati a partire dal 2022 da cittadini e associazioni contro la vendita della cosiddetta Grane funzione urbana San Siro ai fondi Oaktree e RedBird che controllano i due club. In attesa di probabili appelli in Consiglio di Stato (entro il prossimo 6 aprile) e di altri ricorsi già annunciati, le squadre proseguono con l'iter burocratico con l'obiettivo di cominciare i lavori per il nuovo stadio a San Siro accanto al vecchio "G. Meazza" nell'estate del 2027, in vista degli Europei Italia-Turchia del 2032.
La conclusione dell'iter burocratico per il nuovo stadio
Il calendario per la realizzazione del nuovo stadio e del distretto sportivo multifunzionale prevede innanzitutto la presentazione del rendering firmato dagli studi Foster+Partners e Manica. Già si conoscono alcuni dettagli di come sarà l'impianto, come per esempio che sarà composto di due anelli (come era il "Meazza" prima di Italia '90) e che conterà 71.500 posti a sedere (di cui 13mila premium), ma poco altro. Gli studi guidati dagli architetti Norman Foster e David Manica dovrebbero rendere pubblico il loro progetto tra fine ottobre e inizio novembre.
Dopodiché, verso metà dicembre, dovrebbe arrivare il parere sulla Valutazione ambientale strategica (Vas) depositata da Inter e Milan. Il rapporto, elaborato dopo le osservazioni eseguite da Arpa, Ats e la stessa Regione Lombardia, è necessario per capire se l'operazione sarà sostenibile dal punti di vista ambientale.
Poi ancora, dopo la Vas, ci sarà il deposito del nuovo Piano di fattibilità, l'approvazione del piano attuativo e, infine, il via libera della Conferenza dei servizi. L'obiettivo delle proprietà dei due club è di chiudere l'iter di approvazione entro l'estate del 2027.
I lavori a San Siro
È stato stimato che l'intero progetto avrà un costo complessivo che si aggira attorno ai 2,3 miliardi di euro. Le spese più onerose riguarderanno la costruzione del nuovo impianto, stimata sui 700 milioni di euro, e di hotel, centro commerciale e uffici che sorgeranno attorno allo stadio, per 400 milioni di euro. Già nei mesi scorsi sono iniziate piccole operazioni marginali, come la demolizione della biglietteria sud e la bonifica del vicino Parco dei Capitani.
I lavori di costruzione del nuovo stadio dovrebbero partire a fine estate 2027. La struttura dovrà essere completata entro giugno 2031, così da poter già ospitare le gare casalinghe di Inter e Milan per la stagione sportiva 2031-2032. In questo modo, il nuovo stadio di San Siro potrà dirsi pronto e collaudato per gli Europei dell'estate 2032.
I nuovi ricorsi e gli appelli
La sentenza pubblicata il 6 ottobre dal Tar della Lombardia non pone fine alle iniziative di opposizione di cittadini e associazioni contrari all'operazione di vendita e abbattimento del "Meazza". Solo uno dei cinque ricorsi che in questa occasione sono stati bocciati, infatti, è stato discusso nel merito. Gli altri quattro, al contrario, sono stati giudicati "inammissibili". I giudici, infatti, hanno contestato l'"abuso del processo", ovvero troppi ricorrenti e troppe contestazioni che avrebbero generato un caos che, infine, ha reso impossibile la produzione di un giudizio completo.
È stato discusso nel merito solo il ricorso presentato nel novembre 2025 da Enrico Fedrighini. Il consigliere comunale del gruppo misto contestava il non aver potuto esprimere pareri o proposte di modifica alla delibera con la quale erano stati definiti gli elementi necessari per la compravendita della Gfu, sottolineando come il Consiglio fece decadere 214 emendamenti in un colpo solo. Secondo il Tar, però, Fedrighini aveva partecipato ai lavori delle precedenti Commissioni e non ci sarebbero state violazioni di sorta.
Le varie associazioni che avevano partecipato ai cinque ricorsi hanno annunciato ulteriori opposizioni che seguiranno il resto dell'iter burocratico, le fasi di assegnazioni dei lavori e tutto ciò che vi ruoterà attorno. Entro il 6 aprile, inoltre, i ricorsi già bocciati potranno essere appellati in Consiglio di Stato. Infine, dettaglio da non sottovalutare, resta ancora aperta l'inchiesta della Procura di Milano per turbativa d'asta.