L’Italia per Euro 2032 ha presentato 4 stadi che non esistono ancora e neanche sono in costruzione
L'Italia ha consegnato in tempo il dossier sugli stadi per gli Europei 2032 che dovrà ospitare assieme alla Turchia. Tra i 14 impianti ne verranno scelti soltanto 5 per ospitare le partite del torneo, ma nella lista c'è qualcosa che non torna: quattro degli impianti candidati non esistono ancora e non si ha certezza che possano essere pronti entro un anno dall'inizio della competizione, come richiesto dalla UEFA. Bologna, Cagliari, Roma-Pietralata e il nuovo San Siro di Milano sono solo dei progetti e i cantieri non sono nemmeno cominciati, ma hanno già dei cronoprogramma rigidissimi che potrebbero non bastare.
Gli Europei si giocheranno tra quasi sei anni, un periodo abbastanza lungo per poter costruire da zero quattro nuovi stadi, ma la realtà dei fatti ci racconta che la candidatura dell'Italia al momento è affidata a progetti che non sono nemmeno cominciati. La UEFA nel frattempo dovrà verificare il dossier e soltanto dopo la FIGC potrà scegliere ufficialmente le cinque sedi italiane.
Quattro stadi ancora da costruire per Euro2032
Sulla carta l'Italia ha 14 candidature, ma di fatti ne esistono 10 perché 4 degli stadi presentati nel dossier non sono ancora stati costruiti. Il caso di Bologna è quello più delicato: il progetto del nuovo impianto è stato aggiunto al dossier poco prima della sua consegna, perché BolognaFiere e Bologna FC hanno raggiunto da poco l'accordo per un nuovo stadio da 35mila posti, con un investimento previsto di circa 300 milioni di euro. Il cronoprogramma indica la primavera del 2031 come conclusione dei lavori, a ridosso degli Europei, ma non c'è la certezza che la tabella di marcia venga rispettata e il margine per eventuali ritardi è ridotto al minimo.
A Cagliari il progetto è più avanti, ma il cantiere non è ancora partito. I lavori dovrebbero cominciare nel marzo 2027 e dovrebbero durare tre anni, sempre se lungo il cammino non dovessero sorgere intoppi. Tempistiche molto simili a quelle del nuovo San Siro che dovrebbe essere completato nel 2031: nel caso dell'impianto di Milano esiste una tabella di marcia rigidissima per restare entro il termine fissato, con il rischio che qualsiasi tipo di ritardo possa compromettere la candidatura dell'impianto, soprattutto perché sono cominciati i lavori all'interno dell'area dove sorgerà ma per il cantiere bisognerà attendere almeno l'inizio del nuovo anno.
Infine c'è il progetto di Pietralata presentato dalla Roma che soltanto pochi giorni fa ha ricevuto il via libera dalla Conferenza dei servizi, uno step amministrativo fondamentale prima di far partire il cantiere. Ma anche la società giallorossa è piuttosto indietro perché dovrà presentare il progetto esecutivo e affrontare le gare, con l'obiettivo di allinearsi alle tempistiche di Milano e Cagliari chiudendo l'opera entro il 2031. Sulla carta tutto funziona e i cronoprogrammi sono stati stilati, ma è una vera corsa contro il tempo per farsi trovare pronti: il dilemma di fondo è quanto siano affidabili le date indicate per la conclusione dei quattro progetti sui quali la FIGC punta tutto per i prossimi Europei per permettere alle nazionali di giocare in stadi nuovi e moderni, ma che rischiano di essere esclusi dalla corsa per mancanza di tempo.