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Giro di droga da oltre 17mila euro nel carcere di Bergamo: hashish, cocaina e telefoni introdotti anche con droni

Droga e telefoni introdotti illegalmente nel carcere di Bergamo anche attraverso l’utilizzo di droni: 13 indagati. Perquisizioni e sequestri per oltre 17mila euro di profitti illeciti.
A cura di Giulia Ghirardi
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Immagine di repertorio
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Introdurre e commerciare illegalmente sostanze stupefacenti e telefoni all'interno del carcere. È questo il centro delle indagini condotte dalla procura di Bergamo che, negli ultimi mesi, ha avviato una serie di accertamenti, svolti da carabinieri e polizia, nella Casa Circondariale di Bergamo. Tra l'altro, sono stati rinvenuti telefoni, hashish e cocaina per un profitto illecito di oltre 17.000 euro.

Le indagini della procura

Tutto sarebbe iniziato quando, il 17 aprile 2024, sono state arrestate tre persone in flagranza di reato mentre cercavano di introdurre droga e apparecchi cellulari (telefoni e sim) all'interno del carcere, utilizzando un drone. Da qui gli inquirenti hanno avviato alcune indagini che hanno portato a ricostruire una rete più estesa di responsabilità a carico di 13 soggetti sia in relazione allo stesso episodio che ad altre vicende, tutte collegate all'introduzione illecita di materiale all'interno del carcere.

Oggi, martedì 12 maggio, i carabinieri di Bergamo, coadiuvati dai comandi provinciali di Monza Brianza e Lecco, dal Nucleo Carabinieri Cinofili di Orio al Serio e dal Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria di Milano, hanno eseguito numerose perquisizioni e un sequestro preventivo nei confronti di diversi indagati per i reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Così, dopo mesi di analisi di tabulati telefonici e indagini, gli inquirenti sarebbero riusciti a ricostruire come le sostanze stupefacenti venissero introdotte all'interno del carcere attraverso pacchi destinati ai detenuti, capi di abbigliamento, generi alimentari e colloqui, per poi essere distribuite all'interno dell'Istituto. Il tutto organizzato e gestito telefonicamente tra detenuti e soggetti esterni attraverso l'utilizzo di dispositivi illegali.

Al momento, risulta siano stati introdotti con certezza almeno 168 grammi di hashish, oltre a un quantitativo non ancora stimato di cocaina. L'attività investigativa ha, inoltre, permesso di ricostruire movimentazioni economiche, bonifici e ricariche su carte prepagate ritenute profitto dell'attività di spaccio per un importo complessivo di oltre 17.000 euro. Nel corso delle indagini non sarebbero emerse responsabilità del personale di polizia penitenziaria.

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