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Droga e telefoni nel carcere di Bergamo, l’ex latitante: “Cocaina a 600 euro, qui faccio i milioni”

Droga e telefoni nel carcere di Bergamo con droni e corrieri: arrestati un detenuto e la compagna. Intercettazioni e chat svelano come funzionava il contrabbando all’interno dell’Istituto.
A cura di Giulia Ghirardi
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Il drone utilizzato per introdurre droga e telefoni nel carcere di Bergamo
Il drone utilizzato per introdurre droga e telefoni nel carcere di Bergamo

Traffico di droga e telefoni all'interno del carcere, con consegne organizzate all'esterno e comunicazioni in codice per eludere i controlli. È il quadro ricostruito dalla squadra mobile di Bergamo nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Mirko Vacante, 42 anni ed ex latitante, che è stato trasferito nel carcere di Opera per la sua "spregiudicatezza", e della compagna D.V., finita ai domiciliari perché madre di due bambini piccoli.

Nelle conversazioni intercettate tra i due, hashish e cocaina venivano indicate con i nomi in codice – "Giorgio" e "Barbara" – anche se in diverse telefonate e durante alcuni colloqui in carcere i due avrebbero parlato apertamente di droga, quantità e prezzi. In particolare, dopo un incontro nel carcere di via Gleno, il 2 aprile 2024, Vacante avrebbe raccontato alla compagna gli effetti della sostanza assunta, aggiungendo poi l'intenzione di rivenderla a 600 euro. In un'altra conversazione con un parente avrebbe anche affermato: "Qui dentro faccio i milioni".

Davanti al gip Riccardo Moreschi, entrambi hanno poi ammesso le proprie responsabilità. Vacante si è assunto il peso maggiore delle accuse, sostenendo di aver imposto alla compagna il compito di reperire la droga, introdurla in carcere e gestire i pagamenti legati allo spaccio. L'indagine rappresenta il primo filone di un'inchiesta più ampia coordinata dalla procura di Bergamo che nei giorni scorsi ha visto anche un'operazione dei carabinieri nel nucleo investigativo. Al centro un sistema collaudato per far entrare nel carcere sostanze stupefacenti e telefoni attraverso pacchi destinati ai detenuti oppure durante i colloqui.

Tra gli episodi più eclatanti compare il tentativo di consegna con un drone organizzato dal fratello del detenuto, Ivano Vacante, insieme ad Andrea Libertini ed Emmanuele Modica, arrivati dalla Sicilia. I tre, ignari di essere controllati, sono stati arrestati mentre cercavano di far arrivare droga e cellulari all'interno della struttura penitenziaria. Dalle intercettazioni è, infatti, emerso che il detenuto forniva indicazioni precise sul punto in cui far arrivare il velivolo: descriveva la posizione della cella, il campo da calcio visibile dalle finestre e persino una maglietta bianca esposta come segnale di riconoscimento.

Concentrando l'attenzione sul telefono della compagna di Vacante, gli investigatori hanno poi individuato migliaia di contatti con utenze intestate a cittadini stranieri ritenuti prestanome di detenuti. Tra gennaio 2023 e febbraio 2024 sarebbero state registrate oltre 6.500 chiamate, tutte agganciate a celle telefoniche compatibili con l'area del carcere. In tali conversazioni sarebbero emersi riferimenti continui a consegne e pagamenti che venivano organizzati a distanza, spesso tramite carte prepagate e Postepay gestite dai familiari dei detenuti.

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