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Ucciso a Rogoredo da un poliziotto

Il poliziotto Cinturrino accusato di aver spogliato e picchiato un ragazzo in carrozzina: “Era nudo a terra”

“L’ho visto tutto nudo”, lo ha “picchiato e levato tutti i vestiti”. Nei verbali dell’incidente probatorio, un teste accusa Cinturrino, in carcere per omicidio, di aver svestito e picchiato un disabile per cercare droga nel bosco di Rogoredo.
A cura di Giulia Ghirardi
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"Ho visto Vlad (nome di fantasia, ndr) tutto nudo" e Carmelo Cinturrino, "che lo picchiava con il martello". È questo un altro particolare che è emerso dai verbali dei testimoni, già sentiti nelle indagini, depositati per l'incidente probatorio richiesto dalla procura per il procedimento a carico di Cinturrino, l'assistente capo del Commissariato di Mecenate, in carcere per l'omicidio volontario pluriaggravato di Abderrahim Mansouri e indagato per oltre 40 capi di imputazione per estorsioni, spaccio e arresti illegali.

Un passaggio cruciale sul quale si sta giocando una parte decisiva della partita giudiziaria. Da un lato la Procura che ha voluto "cristallizzare" dichiarazioni ritenute centrali, dall'altro la difesa dell'imputato che ha già denunciato sei testimoni, contestandone apertamente l'attendibilità. In questo contesto, la voce del teste costituisce uno dei passaggi più duri e senza filtri che si trovano nelle carte processuali che Fanpage.it ha potuto visionare. Quello che riferisce, infatti, non è un racconto generico, ma una scena precisa che avrebbe osservato a pochi metri di distanza: un uomo con una disabilità motoria, senza vestiti, a terra, che viene colpito.

Il racconto del teste

Al momento dell'accaduto, il testimone spiega di trovarsi sopra il ponte dell'autostrada, nei pressi di uno degli ingressi del cosiddetto boschetto della droga di Rogoredo, nella periferia di Milano. È allora che, guardando in basso, avrebbe visto "Vlad tutto nudo". Poi, aggiunge chi sarebbe l'aggressore: "Luca Cinturrino, lo chiamano Luca col martello", riferendosi al poliziotto Cinturrino, noto nell'area proprio con il nome di Luca. Stando al suo racconto, Cinturrino avrebbe "picchiato e levato tutti i vestiti" al ragazzo in carrozzina.

A quel punto il teste sarebbe sceso dal ponte e si sarebbe nascosto nell'erba per non essere visto. La distanza tra lui e la presunta aggressione si riduce a pochi metri, abbastanza per sentire. "C'era lui che lo picchiava e diceva: ‘Dammi la droga, dammi i soldi, dammi tutto'". La risposta di Vlad, riportata nelle carte è altrettanto chiara: "Io non ce l'ho, non ce l'ho, non lavoro io".

Secondo il teste, si tratterebbe di una perquisizione violenta, accompagnata da un interrogatorio ossessivo. Il testimone lo chiarisce quando ricostruisce la sequenza: Vlad inizialmente è sulla sedia a rotelle, poi viene sollevato, spogliato e perquisito: "Quando lui viene, lo alza e cerca nei pantaloni, gli dice: ‘Dov'è la droga?', gli leva i vestiti, gli leva tutto… poi lo picchiava col martello". Poi, conclude: "Non era sulla sedia a rotelle, era nudo, per terra", i vestiti sparsi sull'erba. Prima di andarsene, il poliziotto lo avrebbe colpito ancora: "Lo picchiava col martello nelle costole".

Gli altri capi d'accusa a carico di Cinturrino

Secondo gli atti, che Fanpage.it ha potuto visionare, Cinturrino, insieme agli altri agenti indagati, avrebbe sottratto denaro in più occasioni a cittadini fermati o controllati. Le cifre non sono marginali: si va da 30 euro fino a estorsioni di 800 euro. Episodi analoghi riguarderebbero anche Mansouri, il 28enne ucciso con un colpo di pistola alla testa vicino al bosco di Rogoredo, a cui sarebbero stati sottratti 200 euro lo scorso gennaio. Non si tratta, però, solo di denaro. Le accuse comprendono anche la sottrazione di sostanze stupefacenti, in quantitativi non sempre precisati, come cocaina, eroina o hashish. A questo si aggiunge poi il furto di un telefono cellulare che sarebbe stato eseguito dallo stesso Cinturrino.

L'aspetto più allarmante, tuttavia, riguarderebbe il presunto meccanismo costruito per coprire queste condotte. Secondo l'accusa, gli agenti avrebbero redatto falsi verbali di sequestro, attribuendo la droga a persone che, secondo gli inquirenti, non ne erano in possesso, al solo scopo di giustificare arresti e interventi altrimenti illegittimi.

Infine, tra gli altri capi d'imputazione, nel documento compare anche quella di sequestro di persona relativa a fatti che si sarebbero verificati l'8 dicembre scorso. Giorno in cui Cinturrino e l'agente Giuseppe Pisano avrebbero privato della libertà un ragazzo di 29 anni: lo avrebbero "rinchiuso in una stanza" del Commissariato di Mecenate e lì lo avrebbero "percosso ripetutamente".

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