“Escalation di violenze”: ecco perché l’ex dell’avvocata Solange Marchignoli è stato condannato
Una relazione segnata, secondo quanto ricostruito dai giudici, da una progressiva escalation di violenze fisiche, verbali e psicologiche. È questo il quadro emerso nel processo che ha portato la V Sezione Penale del Tribunale di Milano a condannare Alireza Roodsari, nato in Iran il 23 ottobre 1972, alla pena di 4 anni di reclusione per i reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi e lesioni personali aggravate ai danni dell'ex compagna Solange Marchignoli, avvocata penalista.
Nelle motivazioni della sentenza, che Fanpage.it ha potuto visionare, il Collegio ha ritenuto pienamente attendibili le dichiarazioni della donna, giudicate dettagliate, coerenti e prive di contraddizioni. Il racconto, secondo i giudici, ha trovato conferma in numerosi elementi esterni: referti medici, fotografie delle lesioni, interventi delle forze dell'ordine e testimonianze raccolte nel corso del procedimento.
Il racconto dell'ex compagna e i riscontri
Il Tribunale ha respinto anche la tesi difensiva secondo cui le accuse avrebbero potuto essere riconducibili a un movente economico o strumentale. Nelle motivazioni viene sottolineata, infatti, la posizione professionale ed economica della donna, ritenuta incompatibile con l'ipotesi di un'azione dettata da interessi economici.
I giudici hanno inoltre ricordato come, in passato, Marchignoli avesse cercato di proteggere il compagno, arrivando in alcune occasioni a rimettere le querele presentate nei suoi confronti o a fornire giustificazioni alle sue condotte. Un comportamento che il Collegio ha ritenuto compatibile con quella che, durante il processo, è stata descritta come una situazione di dipendenza affettiva, all'interno di una relazione caratterizzata da episodi di violenza sempre più frequenti e gravi.
L'aggressione di Dubai
Uno dei passaggi centrali delle motivazioni riguarda quanto accaduto il 29 luglio 2025 a Dubai. Secondo la ricostruzione accolta dai giudici, durante una lite Roodsari avrebbe sferrato un pugno al volto della compagna con una violenza tale da farle perdere conoscenza. La donna si sarebbe poi risvegliata in ospedale, riportando fratture alla mascella e ai denti e con la necessità di sottoporsi a un intervento chirurgico. L'imputato avrebbe sostenuto che le lesioni fossero state provocate da una caduta accidentale. Una versione che, però, il Tribunale non ha ritenuto credibile.
Nelle motivazioni, i giudici hanno anche osservato che il comportamento tenuto dall'uomo dopo l'accaduto sarebbe stato maggiormente compatibile con quello di chi intendesse occultare le reali circostanze dell'episodio per evitare conseguenze giudiziarie, piuttosto che con quello di una persona sinceramente preoccupata per le condizioni della propria compagna dopo un incidente domestico.
Una violenza definita "brutale"
Il presidente della V Sezione Penale, Gianluca Tenchio, ha quindi ricostruito quella che viene descritta come una vera e propria escalation, durata circa tre anni. Il Tribunale ha parlato di "violenza fisica brutale", sottolineando come la reiterazione degli episodi non lasciasse dubbi sull'abitualità delle condotte contestate. Tra gli elementi valutati anche l'aggravante della violenza assistita, oltre all'uso di droghe e alcol indicato nell'imputazione.
Nelle carte, Roodsari viene descritto come una persona dalla "personalità trasgressiva" e caratterizzata da una "capacità a delinquere non trascurabile". I giudici hanno evidenziato, in particolare, la condotta che avrebbe assunto dopo alcuni episodi di violenza e il tentativo, almeno in un caso, di nasconderne la reale natura.
La condanna
Roodsari era stato sottoposto agli arresti domiciliari nel settembre 2025 e, dal novembre dello stesso anno, era stato trasferito in carcere. Al termine del processo, i giudici lo hanno condannato a quattro anni di reclusione per maltrattamenti e lesioni personali aggravate. Il Tribunale ha, inoltre, disposto il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 20mila euro in favore di Marchignoli e di 2.500 euro per ciascuno dei suoi due figli, in attesa della completa quantificazione dei danni nelle sedi competenti.