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Apre una nuova sezione al Cpr di via Corelli a Milano, gli attivisti: “Più spazio, stessi problemi”

Alcuni trattenuti del Cpr di via Corelli hanno segnalato l’apertura di una nuova sezione del centro. Per la rete Mai più lager – no Ai Cpr è “l’ennesima espansione di un sistema che andrebbe abolito”.
Fonte: Fanpage.it
Fonte: Fanpage.it

Avrebbe aperto una nuova sezione del Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) di via Corelli a Milano. A riferirlo sono stati alcuni trattenuti che alla rete Mai più lager – no Ai Cpr hanno raccontato che all'interno della nuova ala sarebbero già state portate 16 persone.

Un atto che – se confermato – rappresenterebbe un ulteriore ampliamento della capienza del centro in un contesto che continua a essere segnato da proteste, rivolte, episodi di autolesionismo, denunce sulle condizioni di trattenimento descritte come "disumane" e "degradanti". Contattato da Fanpage.it, il consigliere regionale di Patto Civico Luca Paladini ha annunciato l'intenzione di volersi recare al Corelli per accertare tali fatti.

Qual è il problema di espandere il Cpr

Se confermata, l'apertura della nuova sezione rappresenterebbe l'ennesimo segnale di una direzione politica ben precisa: di fronte a un sistema da anni attraversato da rivolte, atti di autolesionismo, tentativi di suicidio, denunce sulle condizioni di trattenimento e richieste di chiusura avanzate da associazioni e parte delle istituzioni, la risposta continua a essere quella di aumentare gli spazi della detenzione, non di affrontarne le cause. La segnalazione dei trattenuti arriva, infatti, in un contesto in cui il Corelli continua a essere al centro di pesanti contestazioni, senza che le criticità denunciate negli anni risultino superate.

La vicenda, però, si inserisce in una tendenza più ampia. Solo poche settimane fa il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Marco Bestetti aveva proposto di valutare l'apertura di un secondo Cpr in Lombardia, sostenendo la necessità di rafforzare la rete dei centri per il rimpatrio. Una proposta che aveva riacceso il dibattito sull'efficacia di un modello che continua a essere descritto dagli stessi sostenitori come bisognoso di riorganizzazione e nuovi standard, ma che invece di essere ripensato viene progressivamente esteso.

È proprio questo il punto sollevato dalla rete No Cpr a Fanpage.it: l'apertura di una nuova sezione al Corelli non viene letta come un intervento capace di migliorare le condizioni delle persone trattenute, ma come un ulteriore tassello nell'espansione di un sistema che continua ad accumulare criticità. La logica, denunciano gli attivisti, sembra essere sempre la stessa: aumentare posti, sezioni e strutture, anziché interrogarsi sul fallimento di un modello che da anni produce tensioni, sofferenza e continue violazioni denunciate da chi riesce a raccontare cosa accade all'interno del centro. In questo senso, la presunta apertura della nuova sezione del centro appare non tanto come una soluzione ai problemi del Corelli quanto piuttosto la conferma di una scelta politica ben precisa: investire sull'espansione del sistema dei Cpr invece che sul suo superamento o su una sua più profonda revisione.

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