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Abusi su pallavoliste tra i 13 e i 16 anni a Varese, coach condannato a 10 anni e 6 mesi di carcere

Condannato a 10 anni e 6 mesi di carcere l’ex allenatore di pallavolo accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di alcune atlete minorenni di una squadra femminile del Varesotto.
A cura di Giulia Ghirardi
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Foto di repertorio
Foto di repertorio

L'ex allenatore di pallavolo di 55 anni accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di alcune atlete minorenni di una squadra femminile amatoriale del Varesotto è stato condannato a 10 anni e 6 mesi di reclusione e dovrà versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 10mila euro per ciascuna parte civile.

La sentenza è stata pronunciata dal gup del tribunale di Varese Rossana Basile al termine del processo con rito abbreviato a carico del 55enne. L'avvocato difensore Marco Natola ha già fatto sapere di essere in attesa delle motivazioni, che verranno depositate entro 75 giorni, per valutare l'eventuale ricorso in Appello.

Dalle indagini alla sentenza

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini coordinate dalla Procura e condotte dai carabinieri, gli episodi contestati si sarebbero verificati tra il 2024 e il 2025 e avrebbero coinvolto ragazze tra i 13 e i 16 anni.

L'inchiesta era partita dopo la denuncia della madre di una ragazza anche se nel procedimento si sono poi costituite 10 parti civili: dall'analisi dei dispositivi sequestrati al coach è emerso materiale pedopornografico che ha poi portato all'apertura di un secondo fascicolo da parte della Dda di Milano, competente per questo genere di reati.

A febbraio 2025 il 55enne è stato poi arrestato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare e oggi, al termine del processo in primo grado, il coach è stato condannato a 10 anni e 6 mesi di reclusione. "Le giovani vittime e i loro familiari chiedevano una sentenza giusta", ha dichiarato al termine dell'udienza l'avvocata Elisabetta Brusa che assiste tre delle ragazze coinvolte, sottolineando che molte di loro stanno ancora affrontando un percorso di supporto psicologico. Soddisfazione anche dalla madre della giovane che denunciò i presunti abusi: "Mia figlia è stata molto coraggiosa, giustizia è fatta", ha commentato.

Presenti in aula anche il sindaco e un assessore del Comune della provincia in cui si sono verificati i fatti contestati, a testimonianza dell'impatto che la vicenda ha avuto sulla comunità locale e sul mondo sportivo del territorio.

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