A 30 anni, due lauree e un lavoro da biologa fa la babysitter per sopravvivere: “Non chiedo lusso, ma dignità”

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Immagine di repertorio
A Fanpage.it la storia di Anna che a 30 anni, due lauree e un lavoro da biologa guadagna 1.500 euro al mese e fa la babysitter per arrivare a fine mese: “Anche una vita dignitosa sembra un lusso”.

La nostra redazione raccoglie segnalazioni e testimonianze di persone che, nonostante abbiano un lavoro e un percorso di studi alle spalle, fanno fatica ad arrivare a fine mese e sono costrette a rinunciare a una parte della propria vita o a cercare un secondo impiego. Se anche tu ti trovi in questa situazione, scrivici a segnalazioni@fanpage.it o clicca qui.

Una giovane biologa ha raccontato a Fanpage.it la difficoltà di vivere a Milano con uno stipendio di circa 1.500 euro: per arrivare a fine mese, dopo il lavoro in ospedale, fa anche la babysitter. Tra affitti elevati, rinunce e giornate che finiscono alle 21:00, quello che chiede non è "il lusso", ma la possibilità di vivere una vita normale.

"Ho 30 anni, una laurea triennale, una magistrale e lavoro come biologa nella ricerca clinica, in un ospedale a Milano". Anna (nome di fantasia) racconta così il punto di partenza della sua storia: anni di studio, formazione e sacrifici per costruire un percorso professionale qualificato. Un percorso che, però, oggi non le permette di vivere con serenità. Il suo stipendio è di circa 1.500 euro al mese e, ha raccontato, non è sufficiente per arrivare alla fine del mese. Per questo, da quasi un anno, dopo il lavoro principale fa anche la babysitter.

"Finisco la giornata stanca, torno a casa alle 21:00 dal lunedì al venerdì e così in loop ormai da troppo tempo". Il risultato è che anche il tempo libero è diventato qualcosa di difficile da concedersi. Il tempo per riposarsi, per sé stessa, per le persone che ama non è più scontato, ma "un lusso". Anche fare la spesa è diventato un esercizio di rinunce. Anna racconta di non sentirsi libera di acquistare ciò che vorrebbe e di dover lasciare nel carrello alcuni alimenti perché troppo costosi:"Mi riferisco ad alimenti come frutta, verdura e anche il pesce ormai è diventato improponibile poterlo comprare".

A pesare è anche il costo della casa. Anna vive con altre tre persone in un appartamento "molto piccolo" e paga 730 euro per una stanza di circa 10 metri quadrati. Avere un'abitazione tutta sua, anche un semplice bilocale, uno spazio da poter chiamare "casa mia", le sembra un obiettivo lontanissimo. Eppure, precisa, il problema non è il secondo lavoro in sé. "Non penso che il problema sia il lavoro da babysitter. Al contrario: è un lavoro dignitoso e sono grata di poterlo fare. Il problema è essere costretti a fare un secondo lavoro quando il primo, pur essendo qualificato, non permette di vivere con serenità", ha rincarato Anna a Fanpage.it.

Quello che Anna rivendica non è una vita fatta di lusso. È la possibilità di raggiungere una normalità che oggi appare difficile: vivere con un solo lavoro, andare in palestra, concedersi una pizza fuori, riuscire a mettere qualcosa da parte senza dover calcolare ogni spesa e senza la paura costante di non arrivare alla fine del mese. "La cosa che fa più male è rendersi conto di quanto si è costretti a rinunciare". Rinunce che, secondo Anna, non dovrebbero essere considerate privilegi, ma parte di una vita normale dopo anni di studio e di lavoro.

"Sacrifici non per costruirsi la propria indipendenza, ma sacrifici necessari a sopravvivere ormai". E questo, ha concluso, è l'aspetto più difficile da accettare: aver investito anni nella propria formazione e nella propria professione e scoprire che anche una vita semplicemente dignitosa sembra essere diventata un traguardo lontanissimo, "forse ormai irraggiungibile".

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