“Costretta a vivere a Milano in 45 metri quadri con un affitto di 800 euro e due figlie”: la storia di un’insegnante

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La storia di Gabriella, un’insegnante che vive da dieci anni a Milano con due figlie a suo carico e un affitto di 800 euro. Per lei anche solo uno svago è diventato un lusso, ma andare via dalla città vorrebbe dire trasferirsi nuovamente e ripartire da zero, a 57 anni. La sua storia l’ha raccontata a Fanpage.it.

Gabriella è un'insegnate della provincia di Lecce che si è trasferita dieci anni fa a Milano per iniziare una nuova vita. Non avrebbe mai immaginato, però, che delle speranze che l'avevano convinta a fare quel cambiamento non sarebbe rimasto nulla. Nulla se non il rimpianto "di aver speso 10 anni alla ricerca di sopravvivere, senza stabilità". Tra il costo della vita sempre in aumento e l'affitto è costretta ad affrontare degli ostacoli che più che vivere la fanno "sopravvivere a malapena".

"Lavoravo come pedagogista a Lecce – ha esordito Gabriella a Fanpage.it -. Vivevo bene, fino a quando la crisi della borsa del 2008 non ha stravolto i miei piani". Gabriella da quel momento ha smesso di ricevere benefici da convenzioni ed enti che le permettevano di lavorare, e così ha cercato di reinventarsi: "Avevo una laurea magistrale, per cui potevo intraprendere una carriera da insegnante. L'ho fatto. Mi sono trasferita a Milano nel 2016, a 47 anni. Ho iniziato una nuova vita".

Gabriella è separata dal 2012 e nel frattempo aveva due figlie a cui badare. "Da lì ho iniziato come precaria per cinque anni, poi ho avuto l'assegnazione di ruolo". Nei suoi primi due anni lavorativi era "pendolare da Piacenza". Poi si è trasferita a Milano: una casetta di 45 metri quadri in periferia, ad Abbiategrasso. "Solo di affitto pago 800 euro, il mio stipendio è di 1500 euro. Come faccio a vivere?

In questi anni mi sono indebitata, ho accumulato prestiti su prestiti. Del mio stipendio restano solo 400 euro per fare la spesa, pagare le bollette e la luce". Poi c'è la vita, ma per quella non le resta più nulla. "Non esco nemmeno più, ormai anche usare la macchina è diventato un lusso, per via della benzina. Le mie figlie vivono con me, in appartamento. Una non è nemmeno dichiarata. A loro non posso garantire né un supporto economico né un futuro certo. È frustrante".

E così per arrotondare Gabriella è costretta a "fare ripetizioni private". L'unica soluzione sembra il trasferimento in un'altra città, magari meno costosa. Ma in questi anni Gabriella si è già messa in gioco più e più volte, ha conosciuto nuove persone e si è costruita una vita sociale. Lasciare Milano vorrebbe anche dire azzerare tutto, a 57 anni: "Ho già impacchettato la mia vita due volte, non intendo farlo di nuovo".

Poi arriva anche l'amara constatazione di Gabriella a Fanpage.it: "Siamo una categoria bistrattata. Proprio noi, che dovremmo essere messi nelle condizioni migliori per formare gli studenti, per fornirgli un'istruzione adeguata e crescere le generazioni del futuro. Ma se lo Stato non tutela chi quel futuro lo deve formare, come si può andare avanti? È vero, Milano è diventata una città per ricchi. Ma se tutto il ceto medio scappa quali servizi resteranno?".

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