Un’educatrice di una scuola materna: “A luglio ho percepito 200 euro di stipendio, ho 54 anni e mi vergogno”
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Per molti la chiusura delle scuole, le feste e le vacanze estive sono un motivo di gioia. Per Ylenia è il contrario. Non è così per lei, ma più in generale non è così per gli assistenti delle scuole primarie, che durante le feste "non percepiscono lo stipendio". Gli educatori, infatti, sono pagati in base alle ore d'assistenza effettuate sui più piccoli. Ogni festività, ricorrenza o evento particolare, può quindi diventare un incubo. Basta anche un semplice imprevisto, una banale assenza, per restare a casa senza paga. È stata proprio Ylenia a raccontarlo a Fanpage.it, spiegando "la situazione imbarazzante" in cui si trova.
"Stiamo lavorando in modo non dignitoso" ha esordito a Fanpage.it. Yilenia, come tutti gli assistenti delle scuole materne e primarie, viene pagata in base alle ore d'assistenza che effettuano sui bambini. Se però "per un motivo qualsiasi si assentano, noi non veniamo pagati". Al massimo, è possibile che "ci vengano assegnate delle alternative in altre scuole". Il problema, però, è che molto spesso quelle scuole "sono lontanissime rispetto a casa mia. E siccome non vengo nemmeno rimborsata per la benzina, non ne vale la pena". In pratica, la paga di quella sostituzione verrebbe erosa dal costo della benzina: "A volte le sostituzioni sono a 50 chilometri di distanza con tre ore di viaggio. Non è accettabile. Come è possibile offrire una soluzione del genere? Come è possibile che il Ministero del Lavoro non faccia nulla?".
Questa situazione si verifica anche durante le vacanze "di Pasqua o di Natale" in cui "non veniamo proprio pagati per tre mesi". L'unica alternativa, spiega a Fanpage.it, "sono i campus estivi, ma le strutture sono poche e non c'è posto per tutti". "È ridicolo. A luglio mi sono arrivati 200 euro di stipendio. Ad agosto 350".
Una situazione, questa, che incide anche sui programmi futuri:"Io mi vergogno. Ho vergogna del fatto che a 54 anni non posso avere un'indipendenza economica. Alla mia età non posso nemmeno cercare un altro lavoro. Il mio unico obiettivo è arrivare alla pensione". Ma non è facile, perché in una situazione del genere sono considerati "gli ultimi della fila".