La storia di Irene: “Con un contratto part-time e un figlio di 3 anni, nessuno ci affitta casa a Milano”
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"La mia famiglia sta vivendo una situazione estremamente difficile e ormai insostenibile", ha detto Irene (nome di fantasia) a Fanpage.it a cui ha deciso di raccontare le difficoltà legate alla ricerca di un nuovo appartamento in affitto a causa dei costi stellari e delle cause stringenti per arrivare a un accordo con le agenzie immobiliari o con le banche in caso di mutuo.
"Siamo una famiglia composta da me, mio marito e nostro figlio di 3 anni. Io sono nata e cresciuta a Milano, poi 8 anni fa mi sono trasferita in Australia, dove ho conosciuto mio marito e dove è nato nostro figlio. Il bimbo ha passaporto italiano, mio marito ha regolare permesso di soggiorno. Due anni fa, per motivi legati ai visti australiani e per il desiderio di avvicinarmi ai miei genitori ormai anziani, abbiamo deciso di tornare a vivere in Italia. Mai avrei immaginato di trovarmi nella situazione che stiamo affrontando oggi", ha detto Irene con voce carica di commozione.
Al loro arrivo hanno trovato una sistemazione a Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia, tramite un conoscente del marito di Irene. Fin da subito però non gli è stato possibile avere un contratto d’affitto a loro nome: l’appartamento risultava intestato a un connazionale del marito di Irene che lo utilizzava come appoggio per un'amica in visita in Italia dall’India. Irene e suo marito in quella casa hanno potuto prendere solo la residenza.
Per mesi Irene ha cercato lavoro nella zona senza successo, finché ha trovato un impiego part‑time a Milano. Da allora, per tre giorni a settimana, lascia il marito e il figlio a Palazzolo e dorme dai suoi genitori a Milano. Una situazione già complicata ma gestibile, dice.
"Il problema è esploso quando, a febbraio, è arrivata la moglie del connazionale e a luglio hanno iniziato a svolgere in casa e in garage un lavoro che rilascia sostanze tossiche provenienti da gomma e guarnizioni. Mio marito ha sviluppato una grave infezione agli occhi, e nonostante le nostre richieste di smettere, hanno continuato. Siamo stati costretti a chiamare i Carabinieri e a sporgere denuncia. Nel frattempo, da maggio 2026, ho finalmente ottenuto un contratto a tempo indeterminato e abbiamo iniziato subito a cercare una casa in affitto. Ma con un solo contratto part‑time e un bambino, nessuno sembra volerci dare una possibilità", ha spiegato ancora Irene.
E infine ha concluso: "Il Comune di Palazzolo non ha bandi attivi, Milano ci ha detto che non possono fare nulla. Anche la banca ha rifiutato la richiesta di mutuo. Ora ci è stato comunicato che entro fine settembre, massimo inizio ottobre, dobbiamo lasciare l’appartamento. Ma dove possiamo andare? Noi vogliamo pagare un affitto, vogliamo acquistare, vogliamo semplicemente vivere in sicurezza e stabilità, ma nessuno ci permette di farlo. Siamo disperati. Non sappiamo più a chi rivolgerci. Mi sento con l'acqua alla gola".