Scontri a Milano del 17 e 18 ottobre

Youssef Siher non risponde alle domande del gip di Milano, gli avvocati: “Non ha commesso reati, va scarcerato”

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Youssef Siher
Questa mattina, martedì 27 ottobre, nel carcere San Vittore di Milano si è tenuto l’interrogatorio di garanzia di Youssef Siher. Il 30enne, accusato di istigazione al terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, non ha risposto alle domande del giudice. I suoi legali hanno chiesto la scarcerazione.

Youssef Siher si è avvalso della facoltà di non rispondere, Il 30enne questa mattina, martedì 27 ottobre, è comparso davanti alla giudice per le indagini preliminari Tiziana Landoni e alla pm Francesca Crupi per l'interrogatorio di garanzia nel carcere di San Vittore, ma ha scelto di non rispondere ad alcuna domanda e non avrebbe reso neanche dichiarazioni spontanee. Per Siher, creatore dei canali social del ‘Movimento 17 ottobre' nato dopo i disordini di Milano del 17 e 18 ottobre e accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere per i pericoli di reiterazione del reato e di fuga. I legali del 30enne, Yasmina Abu Sharar e Benedetto Ciccarone, hanno contestato le accuse e chiesto la scarcerazione: "Non ha fatto niente, non c'è alcun reato". La decisione della giudice dovrebbe arrivare entro domani.

Le contestazioni della Procura

Stando a quanto contestato dalla pm Crupi e dal procuratore capo Marcello Viola, Siher avrebbe creato in pochi giorni un gruppo social, in particolare Telegram e Instagram, arrivato a quasi 9mila follower nei quali sarebbero stati pubblicati messaggi riconducibili a "una dichiarazione di guerra continua (…) deliberatamente volta a incutere un profondo timore nella popolazione e a destabilizzare l'ordinario corso della vita civile". Inoltre, il 30enne avrebbe a disposizione una conoscenza di strumenti informatici tale da permettergli l'elaborazione di una "strategia rivoluzionaria" anche attraverso comunicati capaci di portare in piazza migliaia di persone.

L'accusa, dunque, è che attraverso il ‘Movimento 17 ottobre' Siher abbia dato sostegno e fornito indicazioni organizzative per la rivolta contro il governo che avrebbe dovuto avvenire a Milano il 24 ottobre, sulla scia dei fatti del 17 e 18 ottobre.

Gli avvocati di Siher: "Non ha commesso alcun reato"

Proprio dal 24 ottobre Siher si trova detenuto a San Vittore con le accuse di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Durante l'interrogatorio di garanzia di questa mattina, il 30enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Non ha fatto niente. Non c'è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c'è il terrorismo, non c'è alcun reato e noi nell'udienza abbiamo contestato le imputazioni dal punto di vista del diritto", hanno spiegato gli avvocati Ciccarone e Abu Sharar che difendono Siher e sua moglie, indagata a piede libero: "Abbiamo chiesto il rigetto della richiesta di misure cautelari e di non convalidare il fermo".

Come spiegato poi da Ciccarone, non sussisterebbe il pericolo di fuga e "non ci sono né gravi indizi di colpevolezza né esigenze cautelari, per cui le abbiamo contestate sotto entrambi i profili". "Non siamo sorpresi in termini assoluti, considerata l'aria politica che tira, però nello specifico sì. Non ha commesso nessun reato", ha concluso Abu Sharar.

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