Scontri a Milano del 17 e 18 ottobre

Youssef Siher, la vita del ricercatore in arresto: da senatore accademico alla “Rivoluzione, istruzioni per l’uso”

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Chi è e cosa sappiamo di Youssef Siher, 30 anni, ricercatore, oggi sottoposto a fermo di polizia in quanto considerato il presunto ideatore della pagina Movimento 17 ottobre. Un suo conoscente a Fanpage.it: “Stupito e dispiaciuto per la posizione in cui si trova oggi, spero si faccia chiarezza”.

Youssef Siher, 30 anni, ricercatore, oggi sottoposto a fermo di polizia (con l'accusa di istigazione a delinquere, violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e associazione con finalità di terrorismo in qualità di presunto ideatore della pagina Movimento 17 ottobre) nel 2020 è stato eletto senatore accademico alla Statale di Milano con Unilab, lista di stampo liberale, "apartitica e aconfessionale", di "Montiana" ispirazione, con al centro i temi di meritocrazia, riduzione della burocrazia e internazionalizzazione.

Prima ancora era rappresentante degli studenti della residenza universitaria Santa Sofia, di cui lui stesso usufruiva. Come appreso da Fanpage.it, durante il periodo accademico Youssef si è occupato in prima persona anche di temi legati al diritto allo studio, e dopo il 7 ottobre 2024, attivamente anche della causa palestinese.

Youssef si era laureato in Scienze della comunicazione nel 2016, poi la magistrale in Scienze politiche e il master. Un conoscente degli anni universitari – contattato da Fanpage.it – descrive Youssef come un ragazzo normale, uno studente appassionato e molto attivo sul piano politico e studentesco. Per questo, ha detto di essersi stupito molto nel leggere sui giornali il nome di Youssef accostato al Movimento 17 ottobre e all'accusa di "terrorismo". "Mi spiace molto per la posizione in cui si trova oggi, spero si faccia chiarezza", ha detto ancora.

Come risulta dalle carte della Procura, relative al fermo, Youssef è anche figura di spicco del nucleo milanese Giovani Palestinesi d’Italia. Avrebbe inoltre contatti con ambienti antagonisti, quali il movimento BDS, il Fronte della Gioventù Comunista e varie realtà sindacali di Firenze e Brescia.

Emerge anche che Youssef gestisce un blog nominato Rihla in cui sostiene posizioni anti-israeliane e anti-occidentali e, dal gennaio 2024, si presenta come presidente dell’associazione “Organizzazione Alba Nascente” costituita con l’obiettivo di contrastare l’islamofobia e il razzismo, considerata prossima alla prassi della Fratellanza Musulmana.

Da verifiche su fonti aperte il 30enne risulta essere un’analista politico, ricercatore e giornalista. Lavora come Research Trainee presso l'Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell'ISPI. Ha scritto per testate come Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Come emerge sempre dalle carte dell'inchiesta, che Fanpage.it ha avuto modo di visionare, nelle sue ricerche online in cui  Youssef aveva chiesto all'IA informazioni per la realizzazione di strategie rivoluzionarie nonché per la realizzazione del secondo comunicato, poi pubblicato il 23 ottobre, in cui si dava conto del cambio di programma rispetto alle originarie indicazioni.

Il documento “Rivoluzione, istruzioni per l’uso"

Si tratta del documento dal titolo: “Rivoluzione, istruzioni per l’uso – Liberamente ispirato dal manuale della Rivoluzione egiziana del 2011”, una sorta di guida che spiega come organizzare una mobilitazione collettiva di disobbedienza civile contro il Governo Meloni e le sue politiche.

Il testo individua tre obiettivi principali: manifestare il proprio dissenso, coinvolgere il maggior numero possibile di persone e proteggere i partecipanti alla protesta. In seguito, descrive le diverse fasi della mobilitazione, dalla riunione iniziale tra amici, conoscenti e compagni fino alla marcia verso un punto di ritrovo prestabilito.

Suggerisce inoltre di coinvolgere i passanti e gli abitanti, per ampliare la partecipazione. Una parte del documento è dedicata all’abbigliamento e all’attrezzatura da portare, come acqua, un kit di primo soccorso e altri prodotti utili. Vengono citati anche strumenti da utilizzare durante gli scontri con le forze dell’ordine, come scudi e vernice spray.

Le indicazioni contenute all’interno del manuale sono spesso accompagnate da immagini. Illustrano l’abbigliamento, gli oggetti e le tattiche che, secondo gli autori, dovrebbero essere utilizzati durante una manifestazione di protesta. In particolare, viene mostrato un abbigliamento composto da felpe con cappuccio, occhiali protettivi, kefiah e guanti, presentati come strumenti per proteggersi dai lacrimogeni e dagli scontri. Le immagini illustrano anche l’uso di scudi e vernice spray per contrastare le forze dell’ordine, nonché la possibilità di oscurare i vetri dei mezzi blindati e le telecamere di sorveglianza.

Un’altra illustrazione rappresenta il lancio di un lacrimogeno verso la folla e il testo suggerisce di raccoglierlo e rilanciarlo contro le forze di sicurezza. La parte centrale illustra alcune tattiche collettive per affrontare gli sbarramenti delle forze di sicurezza, mantenere l’organizzazione del corteo, ripetere slogan semplici e coordinare i movimenti della folla. Il documento contiene anche indicazioni su come reagire in presenza di lacrimogeni e situazioni pericolose, alcune delle quali possono però esporre i manifestanti a seri rischi.

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